Erano gli unici. Gli unici

The Only Ones – Even Serpents Shine (1979/2009, Sony)

Li si trova spesso – se non sempre – incasellati tra i gruppi dell’ondata punk inglese iniziata nel ’77, ma di punk gli Only Ones non avevano molto. Certo, l’attitudine del leader Peter Perrett è sempre stata punk rock, ma nella stessa maniera in cui lo è  quel soggettone di Keith Richards (altro…)

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Ron Asheton’s New Order: Odissea pt. 3 – The End

front 1st lpLa scorsa puntata è terminata con un cliffhanger piuttosto potente: i New Order hanno l’opportunità di procurarsi un contratto, ma al momento della verità falliscono miseramente – grazie al cantante Dave Gilbert, che si presenta completamente fatto allo showcase organizzato a uso e consumo dei papaveri della Mercury Records da Kim Fowley. Vediamo cosa accade, a partire dalle ore subito successive a quel fiasco (altro…)

Ron Asheton’s New Order: Odissea pt. 2

noRiassunto della puntata precedente: i New Order registrano un demo ai Paramount Studios e immediatamente dopo cacciano il cantante Jeff Spry – troppo inaffidabile e ormai ospite delle patrie galere. I soldi scarseggiano più che mai e la band è nuovamente senza un frontman. Riusciranno i nostri (anti)eroi a portare a casa le penne? (altro…)

Ron Asheton’s New Order: Odissea pt. 1

declarationAnno 1974: il mondo è orfano di Stooges ed MC5.
La Terra è un posto un po’ più brutto, da quando le due più devastanti formazioni rock sono implose in mille schegge, lasciando il vuoto – e consegnando il futuro della musica estrema in mani che non sanno ancora cosa fare, di quel dono pericolosissimo. (altro…)

Addio Jim: people who died

Fu il suo inno più acclamato e pare giusto commemorare Jim Carroll (ancora) con un clip di “People Who Died”. Bye…

L’ultima partita di Jim Carroll: r.i.p.

Jim_Carroll_by_David_ShankboneL’11 settembre è una data piuttosto infame, o fa di tutto per sembrarlo.
E da questo ottuso 2009 (che ci sta prendendo gusto a portarsi via i migliori) lo sarà anche per la morte di uno dei veri fari ispiratori di una certa letteratura e attitudine punk, che dagli anni Settanta del secolo scorso ci accompagna con gusto. (altro…)

Dee Dee Ramone parla italiano

blitzkr.jpgDee Dee Ramone & Veronica Kofman – Blitzkrieg Punk. Sopravivere ai Ramones (Agenzia X, 192 pp.)

E se fosse l’intera famiglia Ramone – a suo tempo – a essere sopravvissuta a Dee Dee, ai suoi exploit tossici, ai “giochi fatti” di siringhe e lame, tra la storica girlfriend Connie e gli inseparabili amici-nemici di buco Johnny Thunders e Stiv Bators?

Sta di fatto che Blitzkrieg Punk è un libro che stende.  Il sovradosaggio e l’intensità di una vita disperatamente on the road da raccontare mette al tappeto.

E’ difficile, in realtà, conciliare le multi personalità di Dee Dee – al secolo Douglas Glenn Colvin – e mettere insieme il puzzle schizoide. Una vera subterranean jungle, in cui troviamo il Dee Dee adolescente ribelle in Germania folgorato sulla via di Elvis e del rock’n’roll anni Cinquanta; il delinquentello del Queens, antesignana e ignara icona del punk a cui Sid Vicious deve praticamente tutto in fatto di iniziazione tossica ed attitudine on stage; e poi il Dee Dee drogatissimo, rinchiuso nel suo bunker privato del Chelsea Hotel, che sbanda barbone per i vicoli del Low East Side di New York solo per racimolare qualche spicciolo da investire in una dose.
Le personalità multiple di Dee Dee si riversano tutte come affluenti alcoolici nei fiumi e fumi catartici di questa autobiografia.
Il bassista dei Ramones è immortalato in mille immagini, poster di concerti, fanzine. La divisa è sempre impeccabile: jeans strappati, testa roteante (o meglio: rivolta all’indietro), caschetto alla Brian Jones, t-shirt bianca con qualche stronzata scritta sopra e basso ciondoloni poggiato sulle gambe. E’ lo stesso che si rimise in gioco, lasciata la sua Ramones-family, inventandosi di sana pianta Dee Dee King, un improbabile rapper bianco tatuato, sbiellato, con cappottone, medaglioni, occhialazzi e capelli zombie alla Lou Reed post elettroshock. Peccato che andasse poco oltre il look, in questa veste trendy.

La confessione di Dee Dee è una vicenda amara. Lui stesso intuisce l’epilogo, è consapevole che non ci sarà un lieto fine, ma piuttosto una end of the century definitiva, fatta di sfighe che non risparmieranno nessuno del giro Ramones. Neanche il padre padrone Johnny (Ramone) con il quale Dee Dee ebbe il rapporto più velenoso e conflittuale, ma proprio per questo onesto fino in fondo.

Caduti uno dopo l’altro sotto i colpi del punk rock, scorrono già i titolo di coda che ne fecero leggenda in tutto il mondo, mentre epica incede “The Good, the Bad and the Ugly”.

Hey ho, let’s go.

People who died

Jim Carroll, nel suo classicone “People who Died” (il video – purtroppo – è recente, risale al film con Di Caprio, ma il pezzo non si discute!)

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