Submerged again

morlocksThe Morlocks – Submerged Alive (Area Pirata, 2013)

E’ la solita frase del cazzo, poi si passa per quelli che se la tirano e che fanno gli snob, ma… davvero, se dite di amare un certo tipo di musica e non conoscete questo disco, qualche problema (grosso) c’è.
Non so, è un po’ l’equivalente di un metallaro che non ha mai avuto – nemmeno su cassetta o mp3 scaricati a cazzo – una copia di The Number Of The Beast; oppure uno che dice “Minchia troppo fighi gli Stones” e non ha Let It Bleed o Exile on Main Street. Quindi niente, se lo conoscete è giusto così, se non lo conoscete fatevi delle domande serie o provvedete di corsa (altro…)

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Il dottor Ness, suppongo…

Social Distortion – Hard Times And Nursery Rhymes (Epitaph Records, 2011)

“Road Zombie” è l’ingresso verso un viaggio senza ritorno. Un viaggio, anzi un dirottamento delle mie facoltà mentali verso il magazzino dei ricordi. Il suono distorto della chitarra e l’aspro tono del rullante a martello mi riportano indietro di una bella ventina di anni. Sono sulle ginocchia e in adorazione. Questa è la cosa più vicina alla mia modesta opinione di cosa in pratica significhino quelle quattro lettere buttate a caso con cui puoi comporre la parola rock. E’ un pezzo strumentale in cui tutto è perfetto e la voce non serve (e ci vogliono davvero delle palle di pregevolissima fattura e consistenza per aprire un album così).
Poi, e qui più che una recensione è una cronaca, arriva la voce di Mike Ness come una maledizione a contaminare le altre 10 canzoni di Hard Times And Nursery Rhymes, per ricordarci come si fa a perdere il controllo degli arti superiori dalla voglia di simulare un bel riffone alla chitarra con tanto di grugno compiaciuto.

Sono già passati sette lunghi anni da Sex, Love And Rock’N’Roll in un bel mix di infortuni sul lavoro e abusi di sostanze illecite attorno ai Social Distortion, l’alter ego musicale di Mike Ness.
La formula magica è sempre la stessa: ingredienti genuini e di qualità. Niente fronzoli effetti speciali o colpi di scena, con batteria quattro quarti e pedalare, tra brani più tonici e graffianti e altri più lenti ai confini della ballad. Il profumo di casa è sempre il solito, un retrogusto di sonorità alla Pogues (quelle linee vocali che canteresti volentieri in un pub con le pinte di birra in mano e sventolate ben in alto), una sensazione di sleaze rock (mi vengono in mente i Dogs D’Amour) e una lacrima di Bruce Springsteen degli albori.
Certo anche i Green Day emergono in alcuni punti, ma qui è forse più giusto dire il contrario e cioè che in tutti gli album dei Green Day si trovano tracce di Mike Ness.

L’album funziona, difficile trovare un pezzo più o meno divertente degli altri, e vi regalerà una quarantina e più di minuti spensierati. L’ho ascoltato tutto d’un fiato, scendendo a rotta di collo con lo snowboard. Per lunghi attimi mi sono talmente gasato da tentare cose che non avevo mai provato in vita mia: ero il Dio della tavola. Poi ho preso una stecca da paura, cadendo di mento sulla neve ghiacciata. In quel momento tutti i miei sogni sono crollati e mi è rimasta solo la faccia gonfia e graffiata: il vecchio, goffo e ciccione è tornato sulla terra. E in fin dei conti questa è la vita e questi sono gli effetti del rock’n’roll.

“Live Fast, Die Fat!”
[Rodrigo Buchago & Il Mulo – 2011]

R.I.P. Mike Conley dei MIA

flipin.jpgIl 29 febbraio è morto Mike Conley, cantante della storica band hardcore californiana MIA. Aveva 48 anni ed è stato trovato a terra, incosciente, nel parcheggio di un hotel di Leyden (Chicago). Una passante l’ha soccorso, ma dopo 45 minuti è deceduto a causa delle ferite alla testa e dei gravi traumi che si era procurato.

Pare che la notte precedente avesse conosciuto una donna in un bar e che avesse trascorso la notte con lei nell’hotel di fronte a cui è stato ritrovato. Quando, verso le cinque del mattino, i due hanno lasciato la stanza è accaduto qualcosa (che le autorità stanno tentando di ricostruire).
Probabilmente Conley, che aveva assunto alcool e forse altre sostanze, è caduto a terra e ha battuto il capo. Non è chiaro se la caduta sia collegata al fatto che la donna con cui si era intrattenuto gli ha sottratto la carta di credito, oppure se i due eventi siano slegati; nel frattempo la signora Adrienne Castaneda (questo il suo nome) è stata arrestata per furto e si attendono i risultati degli esami tossicologici, nonché i primi interrogatori.

UPDATE:
La polizia ha ufficalmente escluso l’ipotesi dell’omicidio che inizialmente si affacciava sullo scenario della morte di Conley. Pare proprio che Mike sia deceduto in seguito a una caduta accidentale, probabilmente causata dal ghiaccio formatosi sull’asfalto.

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