Pape Satàn, papepapo Satàn aleppe

papepapo01Duodenum – Papepapo (Bubca, 2014)

Tab_Ularasa e Number 71 Monobanda sono due schegge solitarie nel panorama delle one-man band italiche, ma quando si trovano si trasformano in un duo. I Duodenum, appunto, di cui già tanto si è parlato qui, in passato.

Siamo sempre sotto l’egida di Bubca Records, per questo cd-r totalmente diy con nove brani nel tipico stile Duodenum (altro…)

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Merda a go-go

merdacoverMerda ‘Zine n. 3 (18 pag. + cd-r)

Terzo numero per la fanzine più gettonata nelle latrine d’Italì, sempre assemblata in totale modalità forbici, colla e fotocopie. Opinioni trancianti e nette, fuoco ad altezza uomo, fandom feroce, pennarelli, scritte a mano… ci siamo capiti, no?
E poi non aspettatevi un editoriale o un’introduzione: Merda è proprio così, arriva dritta e spietata come un attacco di diarrea a 80 chilometri dall’autogrill più vicino, mentre viaggi in autostrada col traffico del rientro estivo (altro…)

La ballata del corpo sciolto

sonounamerdaVV.AA. – Sono una merda compilation (Drug City Records, 2012)

Un ottimo distillato di merda, liquoroso e aromatico, per chiudere un 2012 che la merda l’ha adottata come bandiera e vessillo. Questa compilation è licenziata da Drug City, una costola – o label parallela – dell’onniscente e sempiterna Bubca, quindi drizzate le orecchie.

Il concept è semplice: scovare la merda, darle visibilità e santificarla – nel nome dello scatarramento intransigente su tutto ciò che è mercato, scena, trend, moda e altre cagate simili.
Nella rosa dei magnifici 30 non si entrava se non si produceva merda sonica – laddove il concetto di merda è articolato e sfuggente, se non lo possedete in maniera innata (altro…)

Born to be Duodenum

Duodenum – Brain Brain Brain (Bubca, 2011)

Attenzione, perché c’è il trucco. I malefici due Duodenum, infatti, hanno già fatto uscire un dischetto con questo medesimo titolo (altro…)

Che bel duodeno che hai stasera

Duodenum – Live @ Borgata Boredom, Roma, 14/04/2011 (Bubca, 2011)

Non si fermano (quasi) mai i Duodenum. E quando non hanno musica appena registrata nel cesso di casa, buttano fuori quella presa dal vivo. Come accade per questa cassetta (ancora, sì) sempre marchiata Bubca, che immortala il live dello scorso aprile in occasione del festival Borgata Boredom a Roma.

Che dire… se nella scorsa cassetta – Radical Chic – i due del duodeno avevano mostrato quasi un lato più soft, ci tengono a contraddirsi e smentirsi con violenza in questa uscita; già, perché questo live non ha pietà per niente e nessuno, ma soprattutto per le vostre orecchie. Un vero pantano di voce riverberata, chitarra fangosa, batteria inesistente, grida da ambulante di Scampia dopo una pistolettata al ginocchio, punk slabbrato come i maglioni di Giuliano Ferrara e blues talmente decomposto da far rivoltare le budella.

Che vi piaccia o no, i Duodenum hanno una loro etica e poetica, difficilmente digeribile ai più forse, ma netta, chiara, integerrima e – più di tutto – incurante delle cazzate di chi (me compreso) si prende la briga di parlare di loro. E ciò mi piace sempre molto… pensate questo: di sicuro i Duodenum non si lamenteranno se direte che vi fanno cagare. I mille gruppi rock pseudopunk e cazzi vari italiani invece saranno sempre pronti a far polemiche. ‘Nto culu.

PS: sul lato B del nastro, un elegante corso di inglese – che non fa mai male.

Duodenum limitatum

Duodenum – Brain Brain Brain (Bubca, 2011)

Avete presente una recensione fatta senza sentire il disco? Ecco. Questa sarà così. Ma non per disprezzabile cafoneria e senso di superiorità… semplicemente perché – porco il vaticano – questo mini cd in formato 3” (sì tre pollici… avete presente i cd piccolissimi?) non riesco ad ascoltarlo con nessun lettore presente in casa (altro…)

Sweet home Tor Pignattara

Duodenum – Radical Chic (Bubca, 2010)

Un’altra cassetta – sì, avete letto bene, e tra l’altro è uno di quei vecchi nastri per i computer, da 15 minuti di durata – targata Bubca, l’etichetta per l’uomo che non deve chiedere mai. Ed è nuovamente un’uscita dei Duodenum (altro…)

Ho qualcosa nel Duodenum

Duodenum – Demo (Bubca, 2010)

Prendete la poetica blues-punk delle band Goner. Dopo un weekend di bunga bunga con Fede, Papi Berlu e tutta l’allegra compagnia del Viagra, buttatela a calci nel culo – e ancora con le mutande in mano – in una discarica abusiva della ‘ndrangheta (altro…)

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