Cow-punk e cow-boys under the cupolone

drifting minesDrifting Mines – Comeback (autoproduzione, 2013)

Ecco i capitolini Drifting Mines, capitanati dal malefico Adalberto Hell Rey, che ritornano con un cd autoprodotto zeppo del loro punkabilly, roots, garage.

E’ una band, questa, che non inventa nulla, ma conosce alla perfezione gli stilemi di un genere (vi nominerò qualche gruppo a caso, giusto per i meno versati nella materia: Blood On The Saddle, Gun Club, Knitters, X, Flesh Eaters…) che negli anni Ottanta fu la next big thing qualche ora, per poi scomparire nei meandri dei magazzini riservati alle cose per pochi nostalgici (altro…)

Spaghetti (western) all you can eat

Drifting MinesDrifting Mines – s/t (autoprodotto, 2012)

Country, garage, rock’n’roll, rockabilly, punk: i signori sono serviti. E il menù è all you can eat, grazie ai romani Drifting Mines, che arrivano da una decina d’anni di oscurità più o meno totale, fatta di gavetta e demo, giungendo al traguardo del primo cd autoprodotto (ma distribuito da Area Pirata).

In questi 10 brani (compresa una cover di “Chicken Walk” di Hasil Adkins) le influenze sono palesi e cristalline, ma da leccarsi i baffi: Cramps, Johnny Cash, Knitters, X nei loro momenti più country punk, Gun Club, Blasters, Bo Diddley, Elvis (altro…)

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