Dalle stalle alle stelle

tabTab_Ularasa – Voglio dormire sotto le stelle (Destroyo Records/Dr. Pazuzu Records)

Cantautorato italiano intossicato da dosi da cavallo di eroina, acido e psicofarmaci assunti in maniera rigorosamente casuale. Il passaggio di Tab_Ularasa all’italiano è ormai cosa fatta: un procedimento evolutivo/involutivo naturale, senza forzature (altro…)

Chi non tormenta in compagnia…

summerSei ancora alla ricerca del vero tormentone dell’estate 2014?
Fermati, ora sei a posto. Fatti   t o r m e n t a r e   da “NOW IT’S SUMMER!” (altro…)

Tabula rasa elettrificata

fossaTab_Ularasa – Dolci di fossa (Destroyo, 2014)

Destroyo è un marchio dell’universo Bubca. E solo per questo dovreste già volere il cd-r in questione, se avete una vaga idea di ciò di cui si sta parlando.

Tab_Ularasa è il boss di tutta la faccenda, nonché uno degli “artisti” di punta del roster (minchia quanti termini forbiti… sembra di essere su Outsider o su Blow Up) (altro…)

Lepers and DestroYo had a baby, they called it Centauri

centauriCentauri – s/t (Lepers/DestroYo, 2014)

[di Maicol Brambilla]

Una sera mio cugino è andato là, alla ciclofficina, per aggiustare il freno dietro della bici. Non è più tornato a casa, però ha mandato un paio di sms e ha detto che è su Marte a leccare la schiena dei rospi pieni di radiazioni e a toccare il culo a certe aliene con quattro chiappe. Dice anche che è tutta colpa di questi tizi che suonano e si fanno chiamare Centauri (altro…)

The wild brunch #30

skeleton30 e non se ne parli più.
Il giorno del mio trentesimo compleanno mi tagliai a zero i capelli che mi arrivavano al culo, in un gesto inconsulto e forse punk. O forse semplicemente di normalizzazione. Che però non è riuscita granché.
30 e vaffanculo… ma aspettatevi anche il 31, se la voglia di chiudere tutto non prenderà il sopravvento.

Come dovreste ormai sapere, questa è la rubrica in cui si parla cumulativamente del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (altro…)

The Wild Brunch #26

26, sarà un numero magico? No è un numero del cazzo come gli altri. Per di più in un periodo del cazzo. E magari vi siete anche accorti che fa caldo, vero?

Come dovreste ormai sapere, questa è la rubrica in cui si parla cumulativamente del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale). Ovviamente il criterio è l’aderenza al taglio principale della webzine e la rilevanza dei dischi.
C’è un sistema di valutazione, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco,bel gruppo, in bocca al lupo”).
Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.

In questo numero ci arrivano dritti sul muso Le Tazze (psichiatria deviata), un cd scentrato dei Thin Wire Unlaced e, per finire, la raffinatezza palladiana degli Una Fi*a Blu.

Le tazze – Dentro noi stessi (Destroyo, 2012)
Ancora Bubca/Destroyo, ma questa volta le infermiere hanno fatto gravemente casino col dosaggio dei farmaci, perché il buon tab_ularasa in preda agli impulsi più nascosti del suo io ha sfornato un nuovo progetto (con immediata pubblicazione di cd-r) che va a scavare nei meandri della protoelettronica sperimentale, il rumorismo autistico, la weirdness senza freni. Lo Gnomo Rosso e lo Gnomo Verde (giuro, sono i componenti della band) su un tappeto di rumorismo a base di random tone generator, theremin e cazzilli analogici stendono un layer di voci, parlati, cantilene e improvvisazioni per flauto. Il risultato è vagamente simile a quella che immagino una settimana in isolamento nella cella imbottita di un manicomio, con svariati milligrammi di sedativi in circolo. Metal Machine Music tribute made in Cottolengo. Decidete voi se è genio o se è il caso di chiamare il 118!
[Voto: free pcp – Consigliato a: dammi la droga e te lo dico]

Thin Wire UnlacedGet Out Of My Head (autoproduzione, 2012)
Alt metal, nu metal, generico come il gelato finto di Mc Donald’s. Per favore non metteteci mai più in difficoltà con questa roba. Black Milk si occupa di altro e non sa cosa dirne. E si scoccia anche un po’.
[Voto: astensionismo d’obbligo – Consigliato a: bella domanda… no grazie]

Una fi*a bluVinnie’s Hardware ep (autoproduzione, 2012)
Confesso che non ero in grado, con le mie limitate conoscenze, di riconoscere la citazione dei Marlene Kuntz che nasconde il nome della band (i bene informati scrivono che è tratta dal brano “Overflash” da Il vile). Detto questo per onestà intellettuale, l’ep è brevissimo ma godibile – forse anche proprio per la sua estrema concisione, che ti lascia lì a pensare “ma è già finito?”. La band propone un rock rumoroso anni Novanta con palesi inflessioni hardcore – azzarderei di scuola vagamente Ebullition, ma è mattina presto e potrei essere ancora un po’ confuso. Interessanti davvero, sanguigni e convincenti. Ascoltate su Soundcloud tutto l’ep
[Voto: 2 – Consigliato a: erotomani del palco, hardcorer con devianze noise]

Tutankhamon on acid

Trans Upper Egypt – Videos by tab-ularasa (dvd, Destroyo, 2012)

“E basta che due coglioni ci hai fatto coi Trans Upper Egypt!”; lo so che lo pensate. E avete ragione. Però il dato oggettivo è indiscutibile per cui di fronte alla realtà bisogna tacere e mettere in tasca le lamentele infantili, perché: 1) i TUE sono una delle band più interessanti del momento 2) se sfornano materiale con ritmo serrato è solo un bene.

Detto questo, parliamo del dvd. Che è una classica operazione stile Bubca (nell’incarnazione Destroyo, la label parallela dedicata ai suoni weird), ossia dvd-r con scritte a pennarello sopra e copertina diy.
Cosa c’è dentro? Molto semplice… in pratica monsieur tab-ularasa (che è anche membro della band, oltre che della Bubca) propone i brani del 7″ e del 12″ dei TUE abbinandoli a videoclip ultraminimali che ha prodotto lui. La formula è semplicissima: sulla musica scorrono immagini prese da pellicole ultravintage anni Trenta, frame di vecchi filmacci erotici o semplicemente forme caleidoscopiche/psichedeliche. Nella sua bassissima fedeltà totale l’effetto è spettacolare. Come di consueto il dottore consiglia l’assunzione in concomitanza con alcool, sostanze o entrambi per accentuare l’esperienza.

E chi l’ha detto che in Egitto ci sono solo le mummie?

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