Rocking Trieste

kornalcieloPer un banale disguido (tipo: materiale spedito a un vecchio indirizzo di posta, una casa dove ormai non abito più) i due cd della Kornalcielo di questa recensione mi sono arrivati con un po’ di ritardo. Amen. L’importante è che ci siamo.

In mano, dunque, mi trovo un paio di dischi made in Trieste (King Bravado e Black Mamba Rockexplosion) – a testimonianza di una scena tutt’altro che dormiente. Anzi: il nord-est da un po’ si dimostra bello guizzante come non lo si ricordava da tempo (altro…)

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Deserto trevigiano

Ivy Garden Of The Desert – Docile (Nasoni, 2011)

Che piaccia o no, una gran parte dell’immaginario umano è fortemente globalizzata. Questo vuol dire che grazie a cinema, tv, Internet, musica, libri etc etc etc anche chi abita nel cuore delle Langhe o della Puglia può assimilare il proprio scampolo di cultura lontana e totalmente estranea. Ed è così che una band come gli Ivy Garden Of The Desert – dalla ridente Montebelluna, provincia di Treviso (e quindi pieno nord-est italiano) – può sfornare un ep di torrido desert rock/stoner, macchiato di psichedelia e rock acido anni Settanta.

L’ispirazione è chiara e cristallina: Kyuss, Fu Manchu, Motorpsycho, Monster Magnet, ma anche – prendendoli alla lontana – i Grateful Dead. E poi nei momenti più ispirati, soprattutto quando anche la voce fa il suo ingresso, la band ricorda un’ottima reinterpretazione di ciò che i Thin White Rope furono – e scusate se è poco.

Insomma, musica impegnativa, rock fino al midollo, a tratti soffocante e visionaria, in cui le parti vocali hanno un ruolo secondario e ridottissimo. Lunghe cavalcate epiche che si spingono anche oltre gli 11 minuti, che fortunatamente riescono a non annoiare e a intrigare con una buona dinamica. Unico neo: la globalizzazione trasmette suggestioni, ma ovviamente chi le raccoglie di regola si può limitare a un lavoro – per quanto eccellente – di riproposizione. Come dire… se non sei where the action is dovrai accontentarti di essere un ottimo seguace. Decidete voi a quale dei due termini dare più peso, se a ottimo o a seguace.

Io dico che meritano in ogni caso e attendo gli altri due capitoli della trilogia iniziata con questo Docile.

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