Meet you in Siena, Nevada

The Last To Knows – 2011 Promo (autoprodotto)

E’ praticamente passato un anno esatto da quando conobbi i The Last To Knows che si fecero vivi mandandomi il loro bel 7″ Seven Men/Dig For The Heart. Rieccoli, a sorpresa, con un pugno di canzoni nuove di zecca, registrate lo scorso ottobre e raccolte sotto al titolo provvisorio di 2011 Promo (sì 2011).

Sono ancora maturati – non che fossero particolarmente acerbi – i nostri folk/country rocker senesi e hanno raggiunto un ottimo livello di padronanza del genere, tanto da cavalcarlo con disinvoltura senza attingere in maniera troppo smaccata da nessuno dei loro numi ispiratori: Bob Dylan, Rolling Stones, Hank Williams, Creedence Clearwater Revival, Reigning Sound, Neil Young, Townes Van Zandt e Gram Parsons.

Ovvviamente l’anima dei The Last to Knows è rapita da atmosfere e suggestioni statunitensi al 100%: deserti, praterie, drammi da stazione di servizio, amori che durano la lunghezza di una highway ed evaporano, notti a base di alcool e neon colorati… qui di punk e di rock’n’roll tradizionalmente inteso non ne troverete. Ma – in compenso – nei loro pezzi aleggia l’alone mortifero e letale della lower America, con tutte le sue contraddizioni e tradizioni.

Se, poi, siete curiosi di come un ispirato Gram Parsons avrebbe potuto infilare Siena in un brano fintamente allegro – ma in realtà malinconico e livido come una prateria dopo un incendio – i The Last To Knows sono il vostro gruppo e vi esaudiranno nella mitica “Cross Your Mind”.

Tra l’altro, se avete un’etichetta fatevi avanti: i ragazzi non vedono l’ora di pubblicare ufficialmente questi cinque gioiellini – magari insieme ad altri brani, per far uscire un album completo. Contattateli… fatevi il classico favore, se avete un po’ di cervello.

Giacche piccole, chitarre grosse

smalljackcd.JPGSmall Jackets – Cheap Tequila (Go Down, 2009)

Capita di vedere un gruppo dal vivo in situazione non congeniale e di farsi idee sbagliate. A me con gli Small Jackets è successo… si parla del Rock in Idro di qualche anno fa, quello con Iggy & The Stooges. Ero lì appunto per l’Iguana coi fratelli Asheton e per i Not Moving. Il resto mi interessava veramente poco e ho quindi ciondolato piuttosto annoiato per tutta la giornata.
Nel palco secondario suonavano anche gli Small Jackets: dopo un paio di pezzi me n’ero andato sbadigliando. Sarà anche per questo – lo confesso – che rimando questa recensione da almeno una settimana. E invece mi ricredo ampiamente. Anzi, dico che sono stato pirla a non sentirlo prima ‘sto cd.

Hard boogie (parecchio hard, con grossi sconfinamenti nell’hard rock più classico e nello street) di quello molto Seventies – con forti venature Creedence/Grand Funk Railroad (la cover di “Are You Ready” non è casuale), un po’ di MC5, un filo di AC/DC, qualche rimando zeppeliniano e – soprattutto – tutti i trucchi del mestiere ben assimilati. Certo, ogni tanto emerge anche qualche fantasma glam anni Ottanta, ma ci sta tutto.

Davvero un buon disco ROCK, dal respiro internazionale, per una band solida e destinata a lasciare il proprio segno nelle coscienze dei rocker più attenti.

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