Papi morti, mastini e roghenròl

mastino splitKing Mastino / The Dead Popes – split 7″ (Sailors Overdrive/Fat Orange Cat, 2013)

Due band, quattro pezzi, un 7″ in vinile striato. Bei presupposti e risultato niente male.

Gli spezzini King Mastino includono nel loro lato un primo brano dalle buone dinamiche – “Ain’t Nothing To Fade Tonight” – in stile Turbonegro/Murder City Devils: rock, punk, hard testosteronico da marinai punk (altro…)

Cow-punk e cow-boys under the cupolone

drifting minesDrifting Mines – Comeback (autoproduzione, 2013)

Ecco i capitolini Drifting Mines, capitanati dal malefico Adalberto Hell Rey, che ritornano con un cd autoprodotto zeppo del loro punkabilly, roots, garage.

E’ una band, questa, che non inventa nulla, ma conosce alla perfezione gli stilemi di un genere (vi nominerò qualche gruppo a caso, giusto per i meno versati nella materia: Blood On The Saddle, Gun Club, Knitters, X, Flesh Eaters…) che negli anni Ottanta fu la next big thing qualche ora, per poi scomparire nei meandri dei magazzini riservati alle cose per pochi nostalgici (altro…)

Nel nome di Cristio

Cristio – Adult Taste (Lepers, 2010)

I Cristio sono bravi, davvero bravi. Fanno un genere che, lo dico per gli amanti delle etichette, loro – o qualcuno della Lepers Productions – definisce post cow punk. Non avete capito che musica fanno, eh? Ho cercato su Wikipedia i riferimenti e la definizione fornita è “un sottogenere del punk rock che origina negli anni Ottanta in California, specialmente a Los Angeles e fonde il punk rock al country, nel sound, nei temi, nell’atteggiamento e nello stile, ed è stato il precursore del country rock degli anni novanta”.

Ecco i Cristio dovrebbero essere questo, ma post, un po’ come a voler dire che l’etichetta del cow punk non si adatta perfettamente al loro genere, per cui hanno bisogno di creare un’altra definizione, un’altra nomenclatura. Io ho sempre odiato le etichette e quindi non capisco tutto questo bailamme e soprattutto perché ci ho perso così tante righe su questo argomento che non porta a niente. Riparto.

Dicevo che i Cristio sono davvero bravi e riecheggiano diverse influenze tra cui Presidents of the United States, qualche eco dei Primus di Frizzle Fry e dei God is My Co-Pilot, ma anche (come avrebbe detto Ualterveltroni) e soprattutto i Minutemen di Double Nickels on a Dime.
In generale l’album sembra essere un contributo alla sacra arte della sperimentazione o al volgare esercizio di un’estrema dose di eclettismo, il che non guasta, anche se la presenza della voce ha il potere di concedere ai brani una certa linearità, ma con i Cristio dire linearità è una vera forzatura.

Scendendo nel dettaglio dei brani, meritano una sicura menzione “Above the Tree (Fall in Love)”, “Stereogirl” (forse la canzone più “pop” di Adult Taste), “Magic Pipes” e la sua anarchia organizzata con contorno di tromba e poi “Granito” – un pezzo post hardcore (lo sapevo ci sono cascato pure io sull’etichetta, mannaggia!).
Geniali quindi i signori Cristiano Alberici (ex X-Mary) e Michele Napoli (ex Peawees) che hanno dato vita a questo bel lavoro assieme a tanti loro amici di altri gruppi, che hanno contribuito con i loro vari strumenti (Tromba, Hammond, etc.): segno che questa band è ben inserita nel magico caravan della musica underground italiana.

Suonano in giro per l’Europa, trovate tutti i riferimenti sul loro maispais… Cristio Santo che aspettate, andate a vederli!
Questa battuta è davvero scontata: il Selaschetti di una volta non l’avrebbe mai fatta, ma che volete ormai sono oltre, chiamatemi pure post Selaschetti.

[Il disco lo potete scaricare gratis, legalmente, nel sito della Lepers: www.lepers.it. Poi è acquistabile in formato fisico QUI]

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