La Cold Wave dei giovani moderni

cold-wave.jpgVV.AA. – Des Jeunes Gens Modernes (Näive, 2008)

Des jeunes gens modernes è il nome di un’esposizione di foto, video, dipinti, copertine di dischi e live set che vanno a formare un memoir sulla cold wave francese del periodo 1978-1983, tenutasi alla Agnes B. Gallery di Parigi quest’anno.
Il doppio cd qui recensito, che porta lo stesso titolo, fa da cornice al catalogo della mostra. Raccoglie 34 tracce originali, sei cover riarrangiate da esponenti dell’elettronica attuale (come Dc Shell e Poni Hoax), e moltissimi inediti per la prima volta su cd – in molti casi trasportati direttamente dal vinile, senza utilizzare i master originali. Elencare tutto in poche righe sarebbe un’impresa impossibile, ma se sapete di cosa sto parlando, ecco alcuni dei nomi ospitati dalla mastodontica opera: Ruth, Elli & Jacno, Marquis de Sade, Mathematiques Modernes, Kas Product, Taxi Girl e Charles De Goal, tra i più conosciuti.

Ma è nei momenti minori che Des jeunes gens modernes dà il meglio e stupisce, come nella wave elettrica di Guerre Froide e Mecanique Rythmique, nel neo-romantic di Norma Loy e nell’enigmatica “Moment of Hate” dei Perspective Nevski – che apre l’antologia in versione originale, e la chiude nell’eccellente versione electro di Toma feat. Henning.
Assolutamente imperdibile per i patiti del genere; iniziatica per chi muove i primi passi nella wave francese.

Per farvi un’idea di quello che è accaduto alla Agnes B. Gallery, date un’occhiata a questo video!

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Disco o non disco?

disconotdisco.jpgVV.AA – Disco Not Disco (Strut, 2008)

A me sono sempre piaciute le compilation (o, se il termine vi sembra troppo pop, le raccolte) più o meno illuminanti, sia di rock che di elettronica.
Nelle compilation trovi sempre quello che ti piace, che all’improvviso ti fa venire voglia di spulciare nei negozi e nei cataloghi online, che ti dà modo di scoprire artisti di cui non avevi mai sentito parlare e che vorresti avere a tutti i costi. Disco Not Disco (Strut, 2008) è proprio una di queste.

La raccolta di cui parliamo non solo serve a ri-scoprire brani della scena post punk e dell’electro dei primi anni Ottanta, ma celebra anche il ritorno della tedesca Strut Records. Si va da pezzi ormai di culto come “Mind Your Own Business” dei Delta 5 (coverizzati qualche anno fa anche dalle Chicks on Speed) alla dance-issima “Contort Yourself” di James White & The Blacks. Non manca un occhio di riguardo a certa new wave dei primissimi Ottanta come “Los Ninos Del Parque” dei Liasons Dangereuses e i Number Of Names con la pre-newromantic “Sherevari”, pregna di un sound assolutamente irresistibile e ipnotico.

Una raccolta impedibile, corredata da uno stilosissimo packaging cartonato e un libretto riassuntivo con le biografie degli artisti scritto da Bell Brewster, l’autore di “Last Night a DJ Saved My Life”.

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