Chiedi chi erano i Bbbìtols. Anzi, non chiedere niente e vai

cheater slicksCheater Slicks – Live Vol. 3 (Columbus Discount, 2014)

[di Tab_Ularasa]

“In quel periodo i Cheater Slicks facevano durare “Thinkin some more” trenta minuti. L’avevo sentita in una cassetta e quando iniziarono a suonarla sapevo bene di cosa si trattasse e mi gasai a bestia! Nel locale c’erano circa 7 persone, diciamo che non era un concerto molto atteso il loro. La canzone andava avanti possente devastante e a un cerco punto posseduto dal dio del rock cercai di prendere di peso un tavolo per tirarlo sul palco ed esprimere la mia ammirazione assoluta; ma il tavolo era troppo pesante, persi l’equilibro e caddi a peso morto su Tom Lax della Siltbreeze. John Spencer” (altro…)

Gunk punk days

Eric Davidson – We Never Learn (Backbeat Books, 2010, 352 pag.)

Sai cosa ti fa salire un paio di gradini della scala verso il successo mainstream? Un genere etichettato con un nome identificabile e vendibile. E per le band di cui parliamo qui, qualsiasi cosa suonassero, quel nome non è stato mai inventato. Punk’n’roll, lo-fi punk e beer punk sono solo alcuni dei termini – ora appropriati, ora ridicoli – che sono stati a volte usati. E allora gunk punk? Certo, usiamo il gergo di quei tempi (altro…)

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