Premiata cantina Pat Pend

dalla cantina 2013Pat Pend – Dalla cantina 2013 (autoproduzione, 2014)

[di Denis Prinzio]

Non sappiamo se il recente fenomeno delle one man band italiane dedite al Blues ed al rock’n’roll debba la sua genesi all’influenza esercitata sui nostri menestrelli rocchenrolle da quel pazzo fottuto di Bob Log III, amante del Bel Paese tanto da capitarci praticamente quasi due volte l’anno; fatto sta che, Bob o non Bob, negli ultimi tempi la lista è progressivamente cresciuta: Wasted Pido, Mr Occhio, The Blues Against Youth, One Man Band 100% Bluez, TonyLaMuerte, Pat Pend, solo per citarne alcuni (altro…)

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Il bello della diretta

triobanana primaTrio Banana – Bona la prima (Bubca, 2013)

Un’operazione di archivio, per una delle band di punta della nostra amata Bubca: il Trio Banana. In pratica sette brani “perduti”, riesumati e raccolti in un cd-r per la gioia di fan – vecchi e, si spera, nuovi.

Questo materiale risale al periodo 2011-2012, e si tratta (cito dal foglietto interno) di “pezzi registrati in sala prove […] mai più eseguiti e mai diventati canzoni. Eseguiti solo una volta, archiviati e dimenticati in un attimo. Pezzi nati e morti in stato di alterazione mentale (altro…)

Il porco in cielo

pig-can-fly-frontTrio Banana – Pig Can Fly (Bubca, 2013)

Dopo la prova dello scorso aprile 2013, con il cd-r Arthur Dent ep, era chiaro che i neuroni del Trio Banana stavano attraversando un momento di mutazione importante. Troppi funghetti psichedelici nella pasta? Troppe birre del discount lasciate al sole per mesi prima di essere vendute? Probabilmente anche questo. Ma soprattutto una specie di maturazione – ok, Trio Banana e maturazione non stanno bene nella stessa recensione, me ne rendo conto – sonico/compositiva, che sta portando la band verso lidi ferocemente psichedelici, a livello di fritto misto di ghiandole pineali (altro…)

Ho mandato un cv ai terroristi

terorristsR’n’R Terrorists – Bad Vibrations (Bubca, 2013)

Con questo cd-r dei valdarnesi (si dice così?) R’n’R Terrorists – che già conosciamo per bene: vedete qui e qui – la Bubca recupera addirittura un demo della band dell’annata 2009. esatto:dopo averci offerto i due cd/album della band, ora ci regala uno sguardo sugli albori di questa band davvero speciale nel suo integralismo in bassa fedeltà.

Questo demo su cd-r (puro Bubca style, ovviamente: copertina fotocopiata in b/n, scritta a mano… eccezionale: sembra di ricevere un cd da un amico che te lo ha fatto apposta) contiene 11 cover (altro…)

Duodenum Maximum

duodenumDuodenum – Let It Shine (Bubca, 2013)

Nuova secrezione per i nostri vecchi amici Duodenum, alias Tab_Ularasa di Bubca e una mezza dozzina di altre band come minimo (tra cui Trans Upper Egypt, per dire) e Massimo (Number 71 Monobanda).

La formula è quella classica duodenale: presa diretta selvaggia, registrazione no-fi & lo-fi (questa volta il tutto è stato inciso utilizzando l’impianto di una band che i più vecchietti ricorderanno: i mitici Pikes In Panic di Siena!), pezzi brevi, semplici e sguaiati (altro…)

Banana trip

Trio Banana – s/t (Bubca, 2012)

Ancora Bubca, ancora Trio Banana (alias Tab_Ularasa, Mr Wolfman e Doctor Dead), con un cd-r di sublime rumore psichedelico, diy punk lisergico, proto-hardcore intriso di lsd e codeina.  So che molti si domandano perché tanto entusiasmo per uscite così, registrate male, prodotte all’insegna del lo-fi più impenitente e sfrontato, fuori da ogni moda e genere… beh, questi molti evidentemente non hanno ancora compreso la differenza tra prodotto e musica; tra comprare i cd da Mediaworld o all’Esselunga e battere i negozi dell’usato sporcandosi coi vinili mezzi mangiati dal tempo e dai ratti (altro…)

Mamma dormo fuori e torno demente

Thee Dements – @Mamma dormo fuori (Bubca, 2012)

Forse, insieme ai Gun Club, i Thee Dements sono la band con più articoli dedicati su Black Milk. Ohibò, direte voi… e fate bene.
Certo, non sono la stessa cosa, in primis perché i Thee Dements non li potete comprare su Amazon o da Fnac, ma solo da quegli scappati da casa della Bubca; in secondo luogo perché l’anarchia sonica e la totale infedeltà sonora (il concetto di lo-fi come bassa fedeltà è riduttivo… qui siamo al tradimento e all’adulterio… possiamo coniare l’ad-fi?) che questi personaggi riescono a generare è ben oltre ciò che la band di Pierce ha mai saputo imbastire, nonostante la sublimità del suo punk-blues.

Comunque il punk-blues è senza dubbio una chiave di lettura utile di fronte all’entità Thee Dements: ce n’è molto, frullato con il punk rock più sguaiato e gracchiante, ma anche con intuizioni più vicine al rock tradizionale (continuo a sentire una citazione dei Cheap Trick in un brano di cui mi sfugge il titolo… chissà quanto è volontaria o casuale?).

In questa veste live e senza freni (non che nelle registrazioni “di studio” ne abbiano molti di più, intendiamoci) si aggiunge una dimensione che oscilla tra il demenziale/cabarettistico alla Skiantos (alcuni dialoghi col pubblico lo testimoniano ampiamente), l’art punk schizofrenico dei primi Pere Ubu e un blues/roots/punkabilly da saloon della zona del Chianti… insomma, roba ciucca e molesta per ciucchi molesti con collezioni di dischi da polluzione.

Inutile dire che o vi farà schifo o lo amerete, questo dischetto; nella miglior tradizione dei nostri amici dementi. Però se non lo amate, probabilmente avete qualche gene del ministro f-f-f-f-f-fornero in corpo. E allora forza col suicidio assistito, veloci.

PS: la tiratura di questo cd-r probabilmente è limitatissima come di consueto, quindi fatevi avanti.

Trio Banana went bananas

Trio Banana – 1/2 Fuck You (Bubca, 2012)

Bentornati Trio Banana, cavalieri della Bubcapocalisse con troppo Campari e gin in corpo per cavalcare alcunché. Questo nuovo cd-r in 50 copie, limited edition, con copertine colorate a mano – coi pennarelli di scuola – è lo-fi, live e sprezzante di ogni convenzione come tutta la produzione precedente, spingendo però un po’ di più l’acceleratore sul concetto di jam intossicata alla Velvet Underground.

Quattro tracce in presa diretta, in pura e scintillante cessofonia, per un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici di quell’improvvisazione rock a bassa fedeltà figlia degli anni Sessanta più atroci e oscuri, delle droghe chimiche, del disagio e del rifiuto del mainstream. In poche parole, tanto per ripetere un concetto già toccato, punk prima che il punk fosse codificato.

Se Bob Quine fosse ancora vivo e non si fosse regalato una bella overdose à la coque, durante una vacanza romana non esiterebbe a immortalare il Trio Banana in un’epocale nuova serie di Amp Tapes. Poi dopo, forse, penserebbe seriamente a quell’overdose.

Affrettatevi, stolti.

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