Beccati questo: intervista al Trio Banana

trio banana ffstudio[Originarimente concepita per la fanzine Bassifondi, ma mai pubblicata]

Trio Banana siete i Velvet Underground di Borgata Boredom?
Il Trio Banana non era su quella compilation, è nato appena poco dopo il suo parto e diffusione. Io (Tab_Ularasa) sono la dentro con i Duodenum e Trans Upper Egypt. Ma comunque siamo di lì… della “borgata” anche se nessuno di noi tre è originario di Roma; siamo due toscani e un pugliese amici da prima di trasferirci nella capitale e ci siamo ritrovati in quella zona di Roma nel 2010/11 per varie casualità non poi così tanto casuali (altro…)

…with lyrics and naked girls!

Thee Dements – 2nd Record, Next One Will Be The 3rd (Bubca, 2011)

Lo-fi is the name of the game. Come al solito, ragazzi, aggiungerei. Perché ormai Bubca e Thee Dements sono un marchio come la Cola tarocca del discount: rancida ma riconoscibile, e con i suoi numerosi estimatori, equamente distribuiti nelle fasce più opinabili della società.
Il duo tra l’altro – a quanto leggo nello stralunato biglietto d’accompagnamento che mi hanno inviato col cd – sta affrontando la difficoltà della relazione a distanza, ma pare che sia già in lavorazione un nuovo disco, quindi si mettano il cuore in pace quelli che già avevano tirato un sospiro di sollievo pensando a un mondo meno zozzo, senza Thee Dements.

Bene, questo 2nd Record, Next One Will Be The 3rd è fedele alla linea: punk lo-fi blues folk rock acustico con ottime intuizioni e riff a tratti geniali, capace di segarsi le gambe da sé con una proverbiale attitudine cazzara e casinara ai confini con la demenza (appunto). Direi che la band stessa descrive in maniera impeccabile questo secondo cd-r: “10 fucking goodements songs! acustic lo-fi mono not punk not funk but junk and drunk. Inside inner paper with lyrics and naked girls! fuck yeah!!!”. In più non saprei proprio cosa caspita dirvi, se non il solito trito e ritrito avvertimento: potrebbero farvi altamente cagare. E’ roba per stomaci foderati di ghisa, da non prendere con leggerezza.

Duodenum limitatum

Duodenum – Brain Brain Brain (Bubca, 2011)

Avete presente una recensione fatta senza sentire il disco? Ecco. Questa sarà così. Ma non per disprezzabile cafoneria e senso di superiorità… semplicemente perché – porco il vaticano – questo mini cd in formato 3” (sì tre pollici… avete presente i cd piccolissimi?) non riesco ad ascoltarlo con nessun lettore presente in casa (altro…)

Sweet home Tor Pignattara

Duodenum – Radical Chic (Bubca, 2010)

Un’altra cassetta – sì, avete letto bene, e tra l’altro è uno di quei vecchi nastri per i computer, da 15 minuti di durata – targata Bubca, l’etichetta per l’uomo che non deve chiedere mai. Ed è nuovamente un’uscita dei Duodenum (altro…)

Dementi e monobande: il lo-fi come non l’hai visto mai

Thee Dements/Number 71 Monobanda – split tape (Bubca, 2010)

Continua imperterrita e cieca la crociata lo-fi della Bubca. Una guerra santa che ha quasi connotati autistici, ormai, visto l’accanimento e i mezzi squisitamente – ma tragicamente, per contrario – obsoleti con cui viene combattuta… tipo le cassette (altro…)

Out of time, out of space: dementi e nomuzak

Thee Dements/NoMuzak – split tape (Bubca, 2010)

Se Durkheim fosse un contemporaneo e non un parruccone della sociologia old school, probabilmente si occuperebbe di sublimi forme di suicidio come il produrre cassette (sì, i nastri, esatto) nel 2010. E nel suo iconico testo Il suicidio (appunto) dedicherebbe almeno un paragrafo a questa tipologia di autoterminazione (altro…)

Il demente è servito

cddementThee Dements – 1st Nine Months, From Easter To Christmas (2010, Bubca)

“Lo-fi: qualsiasi procedimento di registrazione e/o riproduzione audio che non raggiunga l’accuratezza e la trasparenza che sono l’obiettivo delle apparecchiature ad alta fedeltà” (altro…)

Mongoloid, he was a mongoloid…

nojobblowjobThee Dements – No Job Blowjob (Bubca, 2009)

Stavolta i Bubcanieri – ok , la pianto subito – me l’hanno fatta grossa. Questi Thee Dements, infatti, sono l’apologia dell’apocalisse lo-fi, l’olocausto delle registrazioni pulitine, il genocidio della compattezza sonora (altro…)

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