Viziosi snocciolati Saclà

olive.jpgThe Vicious – Punk is Olive (autoprodotto, 2008)

Questa è tosta. Ammazza che gatta da pelare. Tocca andare un po’ in modalità free form, perché dopo una giornatina in dah offis a redigere e coordinare ed editare, la capacità di giudizio e di discernimento è più o meno agli stessi livelli che raggiungerebbe dopo tre pinte di doppio malto a un concerto di folk andino. Nulla e minata.

Questi genovesi sono stati un dilemma, per il sottoscritto, per almeno tre giorni. Ci ho rimuginato, li ho riascoltati, anche facendomi un po’ violenza – perché con tutto rispetto ho una pila di vinilozzi comprati un mese fa ancora da sentire e dentro ci sono bootleg degli Stones, un paio di cosette australiane e altre faccende di punk statunitense primi Settanta: so che mi capirete, The Vicious.
Ad ogni modo, ho attraversato tre fasi. Numero uno: “scratch, scratch… checcazz!?”. Numero due: “pretenziosi zappiani wannabe”. Numero tre: “ho capito, ho capito, presto un bicchiere di rosso per festeggiare, anzi quattro!”.

Non so se ho capito davvero, ma già mi basta aver trovato un inquadramento per incasellarli, almeno nel mio personalissimo sistema di classificazione mentale. Innanzitutto non cadete nel tranello di attaccarvi alla parolina “punk” che trovate nel titolo. Qui di punk non ce n’è. E va anche bene.
Qui c’è un curioso e straniante – a volte un po’ fastidioso – milkshake di swing, rock, lounge, pop, musical, hard e – massì – ficchiamoci un po’ di prog, giusto per l’orchestrazione e la tecnica. L’impressione finale è – per usare la ritrita metafora dello scontro in auto – di vedere aggrovigliati e fumanti, in un unico mucchio laocoontico, i tour bus di Brian Setzer Orchestra, Meat Loaf (periodo Rocky Horror Picture Show) e The Tubes (tour di White Punks on Dope). E in un angolino c’è pure l’Ape Car dei Righeira, finita nel fosso – capirete il motivo ascoltando il cd…

Tanta tecnica, molta voglia di divertire e divertirsi… e un filo di noia, devo dirlo. Se tutti i pezzi fossero come il terzo, però, io li manderei a Broadway per musicare il prossimo successo mondiale in fatto di rock opera.

Una cosa veramente pessima c’è, in verità. La dico?
OK: portatemi l’orecchio destro di chi ha assemblato l’interno della copertina, ma prima levategli tutti i font dal computer (potete lasciargli solo i Times e gli Arial). Una cosa terribile e inguardabile, non si capisce quasi nulla. E poi i titoli scritti a penna… che fanno così tanto anni Settanta/Ottanta, ma per dio… siamo nel 2009 e il computer lo usa persino mia mamma per stampare le cose (anche se per farle capire il concetto di salva con nome ho penato un anno e mezzo).

Gli Stray Cats non perdonano

straycats2.jpgStray Cats live @ Summer Jamboree, 22/08/2008

Beato chi c’era a Senigallia e beato chi si beccherà gli Stray Cats da qualche parte nel mondo per i loro ultimi (ultimi davvero?) concerti. La tappa del tour d’addio al Summer Jamboree è stata una bomba senza orologeria, è esplosa appena Brian Setzer, Lee Rocker e Slim Jim Phantom sono saliti sul palco.

I capelli bianchi di Setzer avanzano senza pietà, lui è bello inchiattito, ma fa ancora – e benissimo – il suo sporco lavoro. Lee Rocker, per dio, con quella giacca e quegli occhiali da sole sembra George Michael. Slim Jim Phantom, per sua e nostra fortuna, è entusiasmante e salta come un ossesso – bello, bello, punk come piace a noi.

Fatta una rapida (e vagamente dolorosa) descrizione dei tre Stray Cats, veniamo alla musica. Rockabilly, neo-rockabilly, tiritera per nostalgici degli anni che furono e revivalisti incalliti: viva Satana, il sesso, la droga e il rock and roll – perché questo è stato uno show rock and roll con i contro-cazzi.
Sono partiti con “Rumble in Brighton” e non si è capito più nulla, nel senso buono e godereccio del concetto. Gli organizzatori del Summer Jamboree danno i numeri: 4500 persone. Sì, c’era una marea di gente e tra tutta questa gente c’era anche qualcuno munito di carta igienica da tirare addosso ai gruppi di supporto.

Ecco, due righe sulle band spalla. Onesti i Dragons, protetti da DJ Ringo (è vietato storcere il naso, fidatevi di chi scrive) e francamente trascurabili gli storici Boppin’ Kids. E’ vero che musicalmente sanno il fatto loro, ma mancano – ahinoi – dell’attitudine rock and roll; solitamente, non c’è bisogno di chiedere gli applausi se te li meriti.

E’ ora di tornare agli Stray Cats, yes, e alla signorina che ha deciso di salire sul palco e ammanettarsi a Brian Setzer: la donzella in questione, con un salto felino, è saltata addosso al suo amato, ha legato i loro polsi e – flash – foto scattata da un’amica in prima fila. Peccato che i buttafuori abbiano deciso di strattonarla e peccato si sia beccata uno scoppolone niente male.

Setzer, tra l’imbarazzato e il divertito, è andato avanti e con lui Lee Rocker e Slim Jim Phantom: “Stray Cat Strut”, “Sexy and 17”, “Gina”, “Rock This Town” e un’altra fraccata di pezzi, comprese le più o meno solite cover, da “Please Don’t Touch” a “Be Bop A Lula”, passando per una scontata – ma vincente – “I Fought The Law”.

A questo punto, tiriamo le somme sui come-back degli anzianotti. Se una band sul palco suda e ride, indipendentemente dal fatto che sia lì soprattuto per assicurarsi la pensione e per dare una rimpolpata all’autostima dei singoli membri, i soldi per il biglietto sono ben spesi. Altrimenti… bè, non è certo il caso degli Stray Cats (e dei New York Dolls e di Iggy e gli Stooges).
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Stray Cats in Italia

sc01.JPGGli Stray Cats suoneranno in Italia venerdì 22 agosto: Brian Setzer, Slim Jim Phantom e Lee Rocker saranno sul palco del Summer Jamboree Festival di Senigallia. Potrebbe essere davvero l’ultima occasione per vedere i tre rockabilly alle prese con “Rock This Town” e “Rumble in Brighton”: la band presenta infatti questa serie di show come “The Farewell Tour 2008”.

Brian e famiglia partiranno da Bilbao il 16 agosto e chiuderanno la tournée europea un mese dopo, il 14 settembre a Dublino: dopo trent’anni di onorata carriera, è arrivata l’ora di dire basta. Almeno così sembra: “I would like to end the Stray Cats the way we started it” ha detto il signor Setzer. Per quanto riguarda i biglietti per l’unica data tricolore andate pure su www.summerjamboree.com.

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