Two Bit or not Two Bit

Two Bit Dezperados – s/t (Jeetkune, 2010)

E’ di qualche mese fa il secondo lavoro sulla lunga distanza di questi fenomenali Two Bit Dezperados, un quartetto che non ho ancora ben capito dove è di stanza (presumo in Italia), visto che tutti scrivono cose tipo “uniscono Sardegna, Brasile e Portogallo”, ma dove cazzo abitino ‘sti ragazzi non è dato saperlo.

Geografia a parte, questa band è da orgasmo psicosomatico se – come la natura esigerebbe – amate Sixties garage, blues, punk, folk, psichedelia e country, che vengono semplicemente mescolati assieme a colpi di cucchiaio, lasciando pezzettoni ben grossi e croccanti.

Praticamente lo scontato paragone coi Detroit Cobras è molto calzante, sia per il cocktail sonoro, sia per la presenza di una notevolissima voce femminile; ma le sfumature sono piuttosto differenti e hanno umori cangianti: più malinconici, molto roots/Americana, con piccoli tocchi di pop raffinato. Qui si muove il culo, si sbatte la testolina, ma ci si dondola anche con quella che potrebbe essere la colonna sonora di un documentario sui cowboy della Barbagia.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è che molte altre recensioni che ho letto parlano di tropicalismo, Os Mutantes e influenze sudamericane. Come dire… io – a parte alcuni brani cantati in portoghese (ma solo cantati) – non è che abbia rilevato tutto questo tropicalismo. Anzi, c’è molto ottimo garage, ma da qui a mettere sul piatto il beat brasiliano mi pare corra una certa differenza. E, se posso permettermi un giudizio tagliente, è davvero meglio così, perché i Two Bit Dezperados vanno bene proprio così come sono.

Un altro bel colpetto per la Jeetkune. E per chi di voi sarà così furbo da investire pochi euro in questo cd.

Garage killer per Os Haxixins

haxi.jpgOs Haxixins – s/t (Groovie Records, 2007)

Edizione solo vinile per questo delirante LP delle facce da galera del garage carioca, gli Os Haxixins. La portoghese Groovie Records vuole così lanciare il fenomeno proveniente da Sao Paulo, la nuova Jovem Guarda incarnata in quattro ragazzi che pestano duro sui loro strumenti d’epoca.

Garage farneticante di derivazione ’66 con frequenti e gustose incursioni nella psichedelia texana, il tutto cantato nell’idioma brasiliano: questo è il menù di un album popolato da visioni in technicolor e da devastanti sferzate di fuzz e organo (“Onde Meditar”, “Surgia Por Sobre A Relva”), sparate con attitudine rigidamente teen. Quanto di più originale un garagero possa chiedere, lo può trovare in questo LP, curatissimo nella veste grafica e imperdibile per chi mastica quel genere di suoni. E pezzi come “Em Algum Lugar Da Mente”, “Preciso Te Deixar” e “Acido Fincado” sono un bell’esempio di puro LSD verde oro: da quelle parti si distilla ancora l’allucinogeno potentissimo che stona i giovani fin dai tempi della Tropicalia.

In questo lavoro degli Os Haxixins esce il lato più grezzo e selvaggio, come se i Fuzztones fossero stati ubriacati dal doppio passo di un centravanti fuoriclasse. Un album curioso e divertente, non particolarmente impegnativo e altamente festaiolo.

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