Sempre gli ultimi a sapere…

last to knows divideThe Last To Knows – Divide (Mind Pollution Records, 2013)

Sono una vecchia conoscenza i senesi Last To Knows. E non mancano mai di stupirmi ogni volta: il che non è decisamente una cosa comune. Con questo cd (full length, si diceva una volta per fare i fighi) esplorano sempre più a fondo la loro anima country/roots rock made in USA (altro…)

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Chiamalo caprone, se vuoi…

tonicocaproneTonylamuerte Onemanband – Il tonico caprone (Autoproduzione, 2013)

[di Denis Prinzio]

Fa tutto da solo Tony. Però non lo direste. Lo sbarramento di fuoco prodotto dalla sua Dobro e dalla grancassa pestata come se non ci fosse un domani è talmente potente che pare di stare ascoltando la Blues Explosion al completo.
Il ritorno di questo esplosivo “one man band” si chiama Tonico Caprone, e mai titolo poteva essere più esplicativo rispetto agli intenti del musicista vicentino: musica del diavolo sparata a palla, urlata e massacrata, in nome di un punk blues/psychobilly che suona verace e carico di passione (altro…)

Harakiri Italian style

harakiriHarakiri Bomb – Live From The Garret (autoproduzione, 2013)

Due chitarre, voce e batteria. No basso… ok, chi tra voi mi conosce un pochino sa che ho un debole per questo tipo di formazione. Nulla contro il basso e i bassisti, ma la raucedine diarroica e strafottente che due chitarre sanno dare in assenza di basso è unica, alle mie orecchie.

Questo quartetto dell’area di Pordenone, Harakiri Bomb, è al secondo ep e sfodera un sound blues punk/lo-fi mica da poco… bello corposo come camembert dimenticato in uno zaino sotto al sole, ma con anima e una notevole padronanza tecnica, innegabile (altro…)

Atletici quanto basta

blacksheepGli Sportivi – Black Sheep (Flue Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Ed eccolo infine il disco “lungo” de Gli Sportivi. Usiamo le virgolette perché in realtà si tratterebbe, se si parlasse di un vinile, del classico 10”: otto brani per mezz’oretta di musica, con diversi pezzi già editi nei due singoli che hanno preceduto l’uscita di questo Black Sheep.

Da queste parti abbiamo seguito sin dall’inizio l’avventura del duo veneto, e ci scusiamo pertanto per il ritardo nel recensire il disco (che è uscito a fine 2012).

Che dire appunto di nuovo? Gli Sportivi continuano imperterriti con il loro garage blues “boombastico”, ricco di break e carico di dinamica esplosività (altro…)

Duodenum Maximum

duodenumDuodenum – Let It Shine (Bubca, 2013)

Nuova secrezione per i nostri vecchi amici Duodenum, alias Tab_Ularasa di Bubca e una mezza dozzina di altre band come minimo (tra cui Trans Upper Egypt, per dire) e Massimo (Number 71 Monobanda).

La formula è quella classica duodenale: presa diretta selvaggia, registrazione no-fi & lo-fi (questa volta il tutto è stato inciso utilizzando l’impianto di una band che i più vecchietti ricorderanno: i mitici Pikes In Panic di Siena!), pezzi brevi, semplici e sguaiati (altro…)

Attack of the killer 7″: Barsexuals, Pat.Pend. & Wasted Pido

barsexualsThe Barsexuals – s/t (autoprodotto, 2012)

Un trio maleducatissimo chitarra/voce/batteria; una registrazione che definire lo-fi è un complimento, visto che questa delizia di singoletto fa sembrare gente come Cramps, Morlock e Gravedigger V il corrispettivo garage/psychobilly/r’n’r dei Queen; copertina fotocopiata e centrini scritti a pennarello… avete capito che aria tira?
Esatto: aria di genio e demenza. Questa è roba che tanti schiferanno, ma che è la quintessenza del fare esattamente il cazzo che si vuole, alle proprie condizioni e senza guardare in faccia a nessuno (altro…)

Guitar, stompbox & voice

milaneseMarcello Milanese – Goodnight To The Bucket (Helleluja, 2013)

Vanno un casino di moda le one-man band, i bluesman lo-fi maledetti alla pizzaiola, vero? Può anche essere. Ma se state pensando che il buon Marcello Milanese sia uno che salta sul carretto perché fa figo, avete cannato brutalmente, visto che questo signore la suddetta roba la suona e la macina da una ventina d’anni almeno.

Questo suo nuovo lavoro è essenziale, rosicchiato all’osso – stripped down direbbero gli americani – e minimale; un blues tradizionale e scheletrico, sepolcrale, sanguigno e a volte anche sanguinante, suonato con una chitarra autoprodotta che si chiama Helleluja H1 e una stompbox altrettanto autoprodotta. Tutto in presa diretta (altro…)

Baila chico!

Chicos stupidityLos Chicos – In the age of stupidity (Dirty Water, 2012)

[di Franco “Lys” Dimauro]

L’ aneddoto è ormai di dominio pubblico: ad una conferenza stampa tenuta a Madrid in occasione della sua partecipazione all’edizione 2005 del Metrorock, Mr. Beck Hansen, magliettina rossa e cappello bianco a falde calato sul viso, risponde alla domanda di un giornalista locale su quale sia il suo gruppo spagnolo preferito con una risposta perentoria e, forse, inaspettata: “Mi garbano i Los Chicos”.
Traducendo per gli italiani, come se Adele dichiarasse ad Alfonso Signorini che la sua band italiana preferita sono i Tunas (altro…)

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