Tutti gli amici di Jeffrey Lee Pierce

ridersVV.AA. – We Are Only Riders, The Jeffrey Lee Pierce Sessions Project (Glitterhouse, 2010)

Ok è ufficiale, ci sono arrivato a quasi 40 anni, ma l’ho capito: è facilissimo fregarmi e intortarmi, basta pronunciare il giusto numero di volte le parole Jeffrey Lee Pierce e Gun Club e il gioco è fatto.
Ma a questo punto mi rassegno e accetto la cosa come una malattia cronica impone (altro…)

Bad girls or not?

priscd.jpgThe Priscillas – 10.000 Volts (Nags Head, 2009)

Primo disco dopo una serie di singoli per le Priscillas, quartetto londinese a prevalenza femminile (l’unico uomo è infatti il batterista Phil Martini, ex dei Tokyo Dragons). Questo 10.000 Volts cerca di trovare un equilibrio tra varie influenze, dal garage alla Holly Golightly all’indie-brit pop di band come Long Blondes, passando per il powerpop, Blondie, le girl band anni Sessanta e un pizzico di glam, che non fa mai male.

Il risultato è sicuramente apprezzabile, seppur con qualche passaggio a vuoto – dovuto a una produzione forse troppo pulita, oltre che all’eccessiva durata. Sono infatti ben 14 i brani in scaletta, per 50 minuti di musica; l’eliminazione dei pezzi più lenti (ad esempio la ballata quasi-soul “Outer Space” o “The King Is Dead”, con una tromba mariachi un po’ pacchiana) avrebbe sicuramente giovato.
Le cattive ragazze londinesi (Jenny Drag, Guri Go-Go e Kate Kannibal’s, per la precisione) dimostrano infatti di saperci fare molto di più quando il ritmo aumenta e ci si avvicina a linguaggi garage e power-pop, che le hanno non a caso rese famose con i loro live set infuocati.
In questo senso citazioni più che meritate per il singolo “(All The Way To) Holloway”, power-pop con perfetta melodia catchy; per “Jimmy In A Dress”, che ha la sua forza nel crescendo irresistibile e sfacciatamente pop degli ultimi 90 secondi; e poi per “Fly In My Drink”, su cui aleggia lo spirito di Blondie, oltre che per “Oh Keiko”, “Come Out!” e “Y.O.Y.”, i brani più garage del disco. Brevi, tirati e incisivi, come il genere comanda.

Quindi: buona la prima, ma la prossima volta sono richieste un po’ più di sporcizia e qualche orpello in meno. Siete cattive ragazze o no?

Glamdisco-pop con le Those Dancing Days

thosedancingdaysbi3.jpgThose Dancing Days – s/t (V2, 2008)

Direttamente dalle pagine di MySpace ecco il primo ep di un’altra band che sta facendo furore in rete. Sto parlando delle Those Dancing Days, cinque ragazzine svedesi che hanno tutte le carte in regola per diventare le nuove CSS (come stile intendo). In questo ep, uscito per la V2, troviamo cinque brani scanzonati e diretti, come chi cazzeggia in sala prove e pensa di avere tra le mani il singolo del secolo. Ma le TDD sanno come confezionare pop songs senza apparire banali.

“Hitten” comincia come “Pull Shapes” delle Pipettes (o dovrei dire con un attacco anni Cinquanta?), a metà tra girlie pop e riverberi Northern soul, con tastierine anni Ottanta a rendere plasticoso il tutto. “1000 Words” e “Those Dancing Days” prendono in prestito i ritmi nu rave trasformandosi in pop songs a bassa definizione. “Dischoe” fa il filo a Blondie, mentre il garage-pop di “Tasty Boy” chiude questo breve cd.

In rete impazzano elogi e recensioni ruffiane. Ok, le Those Dancing Days sono brave, belle, fighe e hanno 9312 amici sul loro MySpace, ma è troppo presto per dire se il loro primo album sarà un successo. Così piccole e già volete che facciano la fine degli Strokes?

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