Frappe, grattachecche e roghenrò sotto ar cuppolone

beatsmeBeats Me – Get Da Fee (Mind Pollution/Swamp)

Tornano i romani Beats Me, con un cd dal titolo gheddafiano – e, suppongo, anche dal concept, visti i singoli brani (peccato non ci siano i testi nel booklet). Come già nel precedente Out Of The Box le coordinate sono piuttosto evidenti: punk pop con alcune sgroppate neogaragistiche (bella, a questo proposito “The Man With The Golden Gun”). Qui ci sono i Ramones e i loro epigoni più smaliziati, gli Hard Ons, il punk rock scanzonato, un po’ di Makers e Hives, un goccio di – brrrrrr – Beach Boys e un paio di intuizioni più hard punk (altro…)

The Wild Brunch #14

Brunch numero 14, parco e leggero, come i tempi di crisi impongono. Due dischi, due, per uno snack di metà mattinata e amen. Satana vince, ma Jesus Acedo è con noi.

Dovreste ormai sapere che questa è la rubrica in cui si parla della maggior parte del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale).
C’è un sistema di valutazione dei dischi, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco,bel gruppo, in bocca al lupo”). E 1/2 è il mezzo punto, per chiarezza.
Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.

400 Colpi / Atestabassa – split (autoprodotto, 2011)
Uno split cd…un formato che francamente mi ha sempre rotto un po’ le palle… lo split lo concepisco solo come un oggetto con due lati, da girare… sono vecchio, cazzo ci devo fare? Datemi i vinili e le cassette. Ad ogni modo, i 400 Colpi li conoscevamo già e in due anni non hanno certo deciso di cambiare genere e taglio: metal core erano, metal core sono rimasti. Cupi, violenti, pesanti, con le classiche alternanze lento-veloce per creare tensione e i chitarroni chugga-chugga (per non parlare della voce simil-growl). Bravi esecutori, ottimi interpreti dello spirito del genere, ma non sono esattamente di mio gusto. I baresi Atestabassa sono in giro da un po’ e hanno nel loro dna una bella componente di accacì italico old school (i tocchi alla Negazione sono percepibili senza fatica), che imbastardiscono con soluzioni più moderne – diciamo da hc evoluto anni Novanta. Niente male davvero, mi sono piaciuti per l’energia, il senso di compattezza, la rabbia cieca sporcata di malinconia e i riferimenti che sono decisamente più nelle mie corde.
[Voto: 1+1/2 – Consigliato a: hardcorer indefessi, amanti dell’italica scena, guerrieri del moshpit tesserati Coop]

Beats MeOut Of The Box (promo, 2011)
Certi giorni mi sembra di avere l’epatite all’anima, di non riuscire a connettere, né vivere nella società civile. E’ una sensazione totalizzante che avvolge come uno strato di sudore misto a Slaim. In questi casi le soluzioni – escluse quelle radicali – solitamente sono tre: bere; bere ascoltando i Beasts of Bourbon; bere ascoltando qualcosa di non troppo becero, ma che tiri un po’ su il morale. Anche se la mia inclinazione è molto più spesso rivolta verso la soluzione number two, devo dire che il cd (ultrapromo, senza copertina e con info ridotte al lumicino) dei romani Beats Me funziona nel caso di terapia numero tre. Questo power trio in giro da circa tre anni snocciola una riga di pezzi rapidi, solidi, melodici, in bilico tra il garage rock, il power pop e il rock’n’roll punk, che filano via lisci e divertenti. Nessuno urlerà al miracolo, ma si sente che ci sanno fare alla grande. Li preferisco molto negli episodi più incazzosi e garagisti (tipo il brano d’apertura), piuttosto che nei momenti in cui fanno il verso agli Hard Ons più poppettari… ma ci siamo. Bravi.
[Voto: 2 – Consigliato a: power poppers di larghe vedute, amici dei Ramones, rockarolla garaggge warriors de borgata, orfani dei primi Hard Ons]

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