Gesù bambino in trip al Partenone

acid-baby-jesusAcid Baby Jesus – Vegetable (Slovenly, 2014)

Grecia e rock’n’roll drogato: una strana coppia che mi mancava e a cui non avevo ancora pensato. Ma è un limite mio, perché si tratta di una realtà tangibile e – anzi – gli ateniesi Acid Baby Jesus hanno già un lustro di attività sul groppone, oltre che un album di esordio uscito tre anni fa, un ep e uno split con gli Hellshovel (tutti sempre su Slovenly) (altro…)

Banana trip

Trio Banana – s/t (Bubca, 2012)

Ancora Bubca, ancora Trio Banana (alias Tab_Ularasa, Mr Wolfman e Doctor Dead), con un cd-r di sublime rumore psichedelico, diy punk lisergico, proto-hardcore intriso di lsd e codeina.  So che molti si domandano perché tanto entusiasmo per uscite così, registrate male, prodotte all’insegna del lo-fi più impenitente e sfrontato, fuori da ogni moda e genere… beh, questi molti evidentemente non hanno ancora compreso la differenza tra prodotto e musica; tra comprare i cd da Mediaworld o all’Esselunga e battere i negozi dell’usato sporcandosi coi vinili mezzi mangiati dal tempo e dai ratti (altro…)

Biglietto per l’Egitto interiore

Trans Upper Egypt – North African Berserk (Monofonus, 2012)

Psichedelia gravemente stuprata a colpi di punk, dub, protoelettronica, noise, acid rock, impro rock, feedback pop e follie jazzoidi. Dai Suicide a Sun Ra, passando per i 13th Floor Elevators, i Jesus & Mary Chain, i Grateful Dead e i P.I.L., i Trans Upper Egypt metabolizzano e filtrano tutto, per poi restituirlo masticato, digerito e intaccato dai loro acidi gastrici.
Non è roba semplice questa, ma al contempo non è neppure inaccessibile. Anzi è piacevole perdercisi e ascoltarla, tentando di coglierne la chiave di lettura che – almeno per quanto mi concerne – difficilmente può prescindere da una minima alterazione mentale; foss’anche una Ceres a stomaco vuoto, trovo che dia il necessario viatico per entrare nel mondo dei TUE con totale convinzione. Che se avete la giusta inclinazione, potrebbe anche diventare devozione.

Cinque brani (in un 12″ pubblicato dalla Monofonus di Austin) da ascoltare in loop, come si faceva negli anni Ottanta, quando il disco restava sul piatto tutto il pomeriggio e lo si girava ogni volta che finiva il lato. E la goduria è garantita anche da un bel vinile pesante (gira a 45) e con artwork retro.

Ah, una nota di colore: una mattina per errore ho ascoltato tutto un lato a 33 giri anziché 45; aveva un suo bel fascino, tipo My Bloody Valentine + Suicide con Danzig in overdose di Xanax alla voce. Per cui, una volta che l’avrete imparato a memoria a 45 giri, c’è l’opzione velocità rallentata…

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