The Wild Brunch #24

24&24 is… rieccoci. Nonostante l’orrore, i casini e il periodo infame. Troppi disastri, come diceva qualcuno; ma finché regge la pompa, si continua.
Come dovreste ormai sapere, questa è la rubrica in cui si parla cumulativamente del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale). Ovviamente il criterio è l’aderenza al taglio principale della webzine e la rilevanza dei dischi.
C’è un sistema di valutazione, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco,bel gruppo, in bocca al lupo”).
Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.
In questo numero partiamo con la nuova uscita targata Bubca/DestroYo, ossia la fanzine Abracadabra numero 3 più cd allegato di RTG; ci spostiamo sui belgi Homer, per finire con gli italianissimi Nice.

Abracadabra ‘zine n.3 / RTG – Lemb (DestroYo, 2012)
Nuova uscita (in 30 copie) per la fanzine/photozine Abracadabra – che come ben sapete è legata al marchio Bubca e ora anche DestroYo – etichetta parallela, a quanto ho capito, ma potrei sbagliarmi. Abracadabra è lo-fi al 200%, senza testo e solo fatta di fotografie fotocopiate che ritraggono principalmente soggetti a tema homeless/senzatetto/disperazione di strada; peraltro gli scatti sono quasi tutti (o forse tutti, la memoria mi tradisce) visibili online nel blog abracadabrabracadabra.blogspot.it. In allegato alla fanza, però, troviamo il nuovo cd del terrorista sonico RTG, intitolato EMB. Cinque brani (se così si possono definire) deliranti di rumorismo a base di strumenti protoelettronici e diavolerie vintage: non canzoni, ma praticamente esperienze uditive al confine tra umano e umanoide. La follia vi gusta? Siete nel posto giusto, per la madonna…
[Voto: 2 – Consigliato a: pazienti soggetti a TSO, naufraghi psichici, aspiranti cavie umane]

HomerThe Politics Of Make Believe (Funtime/Bad Mood/Indiebox, 2012)
Sono belgi e menano parecchio, con un hardcore metallizzato tirato, lucido e violento. Roba un po’ anni Novanta, che prende il meglio della velocità hc e lo incolla alla pesantezza del thrash/speed più spaccaossa. Il tutto in salsa lodevolmente impegnata, con testi che parlano di antipolitica, antisistema e ispirati al movimento di protesta globale. Sound statunitense, rabbia tutta europea… i ragazzi ci sanno fare, anche se l’originalità non è esattamente di casa. Ad ogni modo è bello che escano ancora dischetti così: non ti cambiano certo la vita, ma tengono alto lo spirito.
[Voto: 2 – Consigliato a: sparvieri del moshpit, simpatizzanti del movimento occupy cameretta, hardcorer metallosi]

NiceNuova Babele (autoprodotto, 2012)
Trio di giovanissimi lombardi che fa sul serio, o almeno regala quest’impressione. Musicalmente competenti – fin troppo – i Nice (che si legge come è scritto e quindi suona un po’ come Nietszche) propongono un rock alternativo moderno e complesso, con continue incursioni nel math e nel nu metal, ma solidamente fondato sull’ondata anni Novanta del nuovo rock italiano di Afterhours, Marlene Kuntz e Ritmo Tribale, per arrivare ai Verdena. Senza dimenticare un po’ di CCCP, soprattutto in alcune scelte di arrangiamento vocale. Fanno egregiamente il loro lavoro, per quanto viaggino su binari un po’ troppo fighetti per i miei gusti; peccato per loro che i tempi siano cambiati.
[Voto: 1,5 – Consigliato a: ggggiovani alternati(vi), italorocker con un piede nei Novanta, nostalgici troppo giovani anche per la nostalgia dell’altroieri]

The Wild Brunch #1

The Wild Brunch #1 (marzo-aprile 2011)

Gli impegni della vita (lavoro, famiglia, lavoro, scrittura, lavoro, musica, lavoro, alcool, lavoro…) arrotano spessissimo anche i meglio intenzionati. Il sottoscritto, dopo anni di eroica – o ignava – resistenza si trova ora un po’ in affanno, ed è così che nasce l’idea di una rubrica in cui raggruppare tutti gli ascolti che, per ragioni di tempo, non sono riuscito a coprire con una recensione o un articolo ad hoc. E’, quindi, il classico spazio cumulativo in cui si parla con pochi tocchi e suggestioni (aggiungendo un primordiale sistema di valutazione con voto finale), di diversi dischi/libri/fanzine, per non lasciarli semplicemente scivolare via. Non è detto che tutto sia nuovo (anzi, è anche un buon modo per parlare di acquisti tardivi e reperti da bancarella) e tutto sia meritevole, ma fa parte del gioco. E allora assaggiamo ‘sto brunch selvaggio, alla faccia della vita che ti spiana.

MONDO

Ragdolls Dead Girls Don’t Say No (logic(il)logic, 2011)
Glam, horror punk e nu metal con tanto di make-up carnevalesco, zeppe trampolate e pacchianerie assortite. Questi svedesi faranno la felicità dei ragazzini adolescenti in cerca di emozioni da Halloween, ma niente di più. Immaginate un mistone di Type O Negative, Kiss, Motley Crue, Murderdolls, e Misfits senza Danzig con un tocco di nwoahm per sembrare più moderni. E immaginate anche che, se avete più di 18 anni, probabilmente al terzo brano avrete già sbadigliato.
[Voto: * – Consigliato a: adolescenti ribelli, collezionisti del trash, glamsters della domenica pomeriggio]

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ITALIA

Out Of DateD-Side (Bells On/Myself/Dmb, 2011 cd)
Dopo un breve intro che mi ha fatto pensare: “Ah, una band in stile ultimi Iron Maiden”… ci si tuffa in un bacinellone di hardcore punk melodico stile Offspring metà anni Novanta, ma anche stile Nofx e band similari. Ma i suoni sono scuri e compressi (troppo metallari per essere accattivanti… poi quei noisegate che chiudono tutto negli stacchi sono proprio passati di moda e fanno molto finto), i pezzi sono standard e senza scintilla. Roba strasentita, passata, bollita, che aveva un senso 15 anni fa o forse più… ma ora è un simpatico revival con poca anima e un po’ noioso. Non giovano proprio a nulla le due cover pseudo divertenti degli Hot Chocolate e di Shakira, in versione Nofx.
[Voto: 1/2 – Consigliato a: amici e parenti del gruppo, fanatici degli anni Novanta fuori tempo massimo]

Sange:Main:MachineReady For The Show (logic(il)logic, 2011, cd)
Heavy rock curatissimo e cesellato, di quello che faceva impazzire i metal kids tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta. Gli echi di Deep Purple, Zeppelin, primi Iron Maiden e hard rock di maniera sono fortissimi, per un album formalmente perfetto, ma senza scintilla. Bravi, professionali, filologici, laccati e precisi… ma nient’altro. Probabilmente è solo un problema di anacronismo: fosse uscito nel 1982, avrebbe sotterrato con un rutto Vanadium & compagnia rockeggiante, divenendo un cult italiano ed europeo. Ma siamo nel 2011: amen.
[Voto: *1/2 – Consigliato a: hard rocker infrangibili, italiofili incorreggibili, protometallari stagionati]

Soldiers Of A Wrong War – Lights & Karma (Dmb, 2011, cd)
Vercellesi, giovani, rockettari alternativi con animo melodico-melanconico e forma mentis da MTV. Produzione pulita e leccata, pezzi ben arrangiati e lavorati, ma proprio poco da dire. Probabilmente cantando in italiano e con la giusta mafia alle spalle potrebbero diventare idoli o quasi delle ragazzine – magari per qualche mese, o anche di più. In bocca al lupo, dunque, ma non credo che ci risentiremo mai più.
[Voto: 0 – Consigliato a: emo rocker minorenni]

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RISTAMPE/REPERTI/FUORI TEMPO MASSIMO

CandlemassTales Of Creation (Peaceville, 2008, 2cd)
Ristampone expanded di qualche anno fa (potrebbe essere del 2008) del quarto album dei doom metaller Candlemass – uscito originariamente nel 1989. Il disco non ha retto completamente il test del tempo, ma resta un ottimo lavoro – forse uno dei più noti del gruppo, anche se non il più rappresentativo. Nel secondo cd bonus sono inclusi dei demo, un’intervista e il video di “Dark Reflections”. Per una dozzina d’euro è niente male.
[Voto: **
– Consigliato a: metal kids degli anni Ottanta, storici del doom, collezionisti assatanati]

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LIBRI/FANZINE

Abracadabra zine n. 1, gennaio 2011 + AEIOU cd
Abbiamo già parlato del numero zero di questa sbomballatissima photo ‘zine targata Bubca records; la nuova uscita resta nei binari già segnati, in puro stile lo-fi (fotocopie a go-go e  layout minimale), proponendo una serie di scatti più o meno a tema (disperati vari per le vie della città, passeggini e carrozzelle…) rigorosamente in bianco e nero. Un gesto artistico? Una burla cerebrale? Non è dato saperlo, ma va bene così. In allegato un cd degli AEIOU, che immortala una session tenuta nell’ultima notte del 2010… lo-fi punk folk blues stralunato e molesto, di quello che solo i gruppi Bubca espellono dai loro pori.
[Voto: **
– Consigliato a: bizzarri animali, drogati di lo-fi, artistoidi autistici, Bubca-fanatici]

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