Santa Muerte, pensaci tu

santa muerteSanta Muerte – Age Of Sorrow (Miacameretta, 2014)

Un singoletto gustoso, quello dei Santa Muerte. Che non sono i Santa Muerte dell’area milanese (nostra vecchia conoscenza), ma una band di Mola di Bari. I riferimenti pescano a piene mani tanto nell’acido pre-punk di band stile 13th Floor Elevators, quanto nelle suggestioni voodoo punk di Gun Club e progenie, ma anche nelle sfuriate di puro Italian gothic dei primi Not Moving. E un tocco di psichedelia più sul paisley (altro…)

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Il colore di Boy George

noir boy georgeNoir Boy George – “Enfonce Toi Dans La Ville/Messin Plutot Que Français” ‎(TUT-TUT, 2014)

[di Tab_Ularasa]

Premetto che il mio francese fa veramente pietà, però conosco abbastanza bene il personaggio autore di questo 7″ per poter fare una recensione che descriva in qualche modo il suo contenuto.

La canzone del lato A è una specie di speed-tango-walzer allucinato che ti porta a ballare come un manichino senza cervello in modo apparentemente allegro sulle rovine di ideali e tematiche sociali che comunque non sono così lontane da quelle italiane odierne.
La canzone del lato B, come approccio sonoro e orchestrazione, non si discosta molto da quella dal lato A, ma qui le parole e il messaggio sono molto più chiare e dirette (altro…)

Chiedi chi erano i Bbbìtols. Anzi, non chiedere niente e vai

cheater slicksCheater Slicks – Live Vol. 3 (Columbus Discount, 2014)

[di Tab_Ularasa]

“In quel periodo i Cheater Slicks facevano durare “Thinkin some more” trenta minuti. L’avevo sentita in una cassetta e quando iniziarono a suonarla sapevo bene di cosa si trattasse e mi gasai a bestia! Nel locale c’erano circa 7 persone, diciamo che non era un concerto molto atteso il loro. La canzone andava avanti possente devastante e a un cerco punto posseduto dal dio del rock cercai di prendere di peso un tavolo per tirarlo sul palco ed esprimere la mia ammirazione assoluta; ma il tavolo era troppo pesante, persi l’equilibro e caddi a peso morto su Tom Lax della Siltbreeze. John Spencer” (altro…)

Il capitano spacca

captain-crunchCapt Crunch And The Bunch – Izio/Lavoro (Area Pirata, 2014)

Questo 7″ era finito sotto a tre libri (la bio dei Misfits, quella di Roky Erickson e quella dei Radio Birdman) e non voleva sapere di uscirne. Chissà come era successo… vabbè, lo so benissimo: casa mia è un bordello ed è un secondo perdere una cosa. Insomma, finalmente lo ascolto e mi godo una piacevole manciata di minuti di musica.

La band è composta da una manciata di vecchie volpi della scena toscana (pisana e livornese) (altro…)

Doppia dose

double dropPip Carter Lighter Maker – Double Drop (HeyMan, 2014)

Dopo circa un decennio di ottima autoproduzione senza compromessi, i Pip Carter Lighter Maker approdano al loro primo lavoro licenziato da una label; e per celebrare scelgono di attingere – in parte – al loro repertorio passato, recuperando alcuni brani dell’ultimo disco autoprodotto, abbinati a nuove composizioni… insomma, una sorta di showcase di ciò che è stato e di quello che è (altro…)

Amico ‘taliano, compra droga indiana, tutto buono

sultan batherySultan Bathery – s/t (Slovenly, 2014)

Sultan Bathery è una città dell’India, nel distretto Wayanad di Kerala – qualsiasi cosa significhino queste indicazioni prese da Wikipedia e appartenenti alla geografia, disciplina da me aborrita fin dalla tenera età. E deve essere un posto di merda allucinante, visto che i tre vicentini Sultan Bathery hanno deciso di chiamare così la loro band proprio in onore del posto peggiore in cui sono mai stati (lo dicono nella loro bio) (altro…)

San Francisco’s Boomed

cover_POW!POW! – Hi-Tech Boom (Castle Face, 2014)

[di Manuel Graziani]

John Dwyer degli Oh Sees non mi pare uno aduso a sparare grosse puttanate. Magari nella vita è pure un cazzaro di prima categoria, chissà. Di certo nella veste di discografico dei POW! non la spara affatto grossa quando afferma che i ragazzi di San Francisco “hanno scritto un elogio punk alla nostra bella città” (altro…)

Non ti fidar dei fiori pallidi

Pale-FlowerPale Flowers – s/t (autoproduzione, 2014)

Dalla profonda provincia salernitana, un giorno è arrivato “out of the blue” (come dicono gli angolofoni), questo cd autoprodotto dei Pale Flowers. Ho impiegato settimane a trovare il tempo per metterlo nel lettore e quando è successo… minchia signor tenente, come diceva quel coglione che fece il pezzo pro-caramba a Sanremo tanti anni fa. (altro…)

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