Jimmy Recca, I was a teenage Stooge

Ken Shimamoto – Jimmy Recca Story, 1971 (Easy Action, 2010, 18 pag.)

E’ incredibile scoprire come anche le storie che si credono sviscerate, raccontate in lungo e in largo, non siano nient’altro che espressione di un punto di vista soggettivo e – a volte – manipolatorio. Prendete gli Stooges: sono usciti un discreto numero di libri sulla loro storia e su Iggy Pop (ne ho scritto persino uno io, con Gabriele Lunati, per dire) e ormai tutti o quasi eravamo convinti di aver letto l’intero scibile sulla band. Errore.

Già, perché in presenza di entità come gli Stooges – nonostante il bel lavoro fatto da Paul Trynka con le sue “interviste impossibili” – sembrano moltiplicarsi persone e personaggi in grado di offrire punti di vista alternativi, ma anche storie inedite, aneddoti e rivelazioni. E’ proprio questo il caso di Jimmy Recca – bassista della band nel 1971, nel periodo glorioso in cui alle chitarre regnavano incontrastati Ron Asheton e James Williamson insieme (documentato nel quadruplo cd You Don’t Want My Name, You Want My Action). Recca, che in molti davano per disperso, è stato scovato poco prima dell’estate e intervistato da quell’eroe del rock’n’roll che risponde al nome di Ken Shimamoto (dovreste leggere ogni cosa che ha scritto, in particolare le sue interviste – le trovate facilmente in Rete; The Stash Dauber è il suo blog). Poi è entrata in gioco la Easy Action che si è incaricata di stampare un booklet formato copertina di cd per fissare su carta tutte le rivelazioni di Recca. Et voilà.

Questo libretto – che viene venduto al solo costo della spedizione – è un indispensabile compendio al quadruplo cd di cui si è detto sopra, ma anche uno scrigno che contiene piccole perle mai rivelate prima. Ad esempio, se vi intrigasse l’idea di sapere come si svolse la famosa telefonata internazionale con cui Iggy invitò a Londra i fratelli Asheton dopo averli estromessi dalla band pochi mesi prima… beh, sappiate che Jimmy Recca c’era e addirittura ha ascoltato il dialogo in diretta.

Non c’è molto altro da aggiungere: investite questa cifra ridicola in spese postali (probabilmente ve la caverete con un euro o due). Altrimenti, se siete in vena di spese e lussuria a briglia sciolta, sappiate che il booklet viene inviato in omaggio a chi compra il nuovo cofanetto degli Stooges ultra limitato, intitolato Popped. Ma di questo parleremo a breve.

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Asheton + Williamson = TNT

The Stooges – You Don’t want My Name, You Want My Action (Easy Action, 2009)

Se amate Ron Asheton e avete sempre avuto la curiosità di sentirlo all’opera insieme a James Williamson (entrambi alla sei corde, nota bene), questo cofanetto con cinque live del 1971 vi ammazzerà di godimento. Ma dovete essere dei fottuti fan. FAN. F-A-N. Perché si sente male ed è indegnamente costoso. Però… ascolterete brani mai finiti su un disco ufficiale e sentirete il gusto dell’eroina in gola (altro…)

Serge Gainsbourg: Melody

Puro rock stonesiano virato in confidenziale… Serge Gainsbourg in “Melody“, dall’indispensabile album The History of Melody Nelson (1971).

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