Pistols against colpo di sonno

spis.jpegSex Pistols, Torino @ Parco Pellerina, 11/07/2008

La Milano-Torino et viceversa è una delle autostrade più ostiche dello stivale intero, soprattutto se l’unico cd disponibile in auto è Nevermind the Bollocks ad libitum, tanto per tenere sveglio il cervello e lontani gli eventuali colpi di sonno da sindrome post stress stile Un giorno di ordinaria follia. La follia che ci si può concedere di fare soltanto per quei vegliardi truffatori delle Pistole del Sesso, che suonano gratis a Torino.

Dopo slalom e gimcane tra New Nersey e auto in doppia fila su corsie d’emergenza, si giunge al fatidico luogo: Parco della Pellerina, Torino, sede del Traffic Festival 2008.
Sul palco si èappena spento l’ultimo ruggito dei Wire… troppo tardi, come troppo tardi è anche per raggiungere le prime file: infatti seppur tutti ostentassero la propria indifferenza per l’evento reunion dei reucci del punk, tale indifferenza non si è dimostrata nella pratica, concretizzandosi in “solo” (!) settantamila presenti.

Arrivano Rotten e soci. Si parte con la giostra del kitch, ed è subito “Pretty Vacant”. A seguire inanellano tutte le gemme spis2.jpegche formano l’unico inimitabile masterpiece del cattivo gusto che i Pistols hanno sfornato. A un certo punto mi ritrovo a danzare inebetito dalle scosse elettriche rifilate da Steve Jones e ipnotizzato dalle smorfie marce di Johnny Rotten: sono accanto a tre-quattro tredicenni, matricole neoiscritte nelle file del fenomeno più tormentato del ventesimo secolo. Il punk.
Poi arrivano, “Liar”, “EMI”, “No Feelings” sparate a mitraglia come colpi di kalashnikov. Mentre Rotten si contorce un po’ affannato nelle pose idiote di un tempo, piovono sul palco bottiglie e centesimi di euro di nostalgici dalle creste multicolore; i Pistols non sembrano apprezzare come agli esordi, anzi Johnny sbotta: “Perché ve la prendete con i Sex Pistols, prendetevela con il vostro cazzo di Stato”.
Tra un’invettiva e uno sputo è già tempo di “Stepping Stone”, “God Save the Queen” e l’inno “Anarchy in the UK”.

Ad aspettarci, al ritorno, c’è di nuovo una ostile Torino-Milano, il buio, la stanchezza un po’ alticcia, lo spettro del colpo di sonno e un solo disco che beffardo proclama: “Nevermind the bollocks here’s the Sex Pistols”.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: