Power pizza e caimani

Cayman-The-AnimalCayman The Animal – Aquafelix ep (Sonatine/Annoying/Mothership, 2013)

Non c’è niente da fare: il packaging, per quanto espressione di una concezione tradizionalmente consumistica-capitalistica etc etc è comunque qualcosa che fa godere. Non raccontiamoci cazzate e prendiamone atto.

Dunque quando ricevi un vinile 10″ in una confezione cartonata che è un misto tra una scatola per la pizza da asporto e una valigetta, con dentro il disco, la versione cd e un toppa della band… come puoi non farti spuntare a priori un sorrisone in faccia? (altro…)

Atletici quanto basta

blacksheepGli Sportivi – Black Sheep (Flue Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Ed eccolo infine il disco “lungo” de Gli Sportivi. Usiamo le virgolette perché in realtà si tratterebbe, se si parlasse di un vinile, del classico 10”: otto brani per mezz’oretta di musica, con diversi pezzi già editi nei due singoli che hanno preceduto l’uscita di questo Black Sheep.

Da queste parti abbiamo seguito sin dall’inizio l’avventura del duo veneto, e ci scusiamo pertanto per il ritardo nel recensire il disco (che è uscito a fine 2012).

Che dire appunto di nuovo? Gli Sportivi continuano imperterriti con il loro garage blues “boombastico”, ricco di break e carico di dinamica esplosività (altro…)

Inferno? Sì grazie

mesacosaMesa Cosa – Infernal Cakewalk (Casbah, 2012)

Il Messico non perdona facilmente. E questi Mesa Cosa sono, appunto, messicani (ma trapiantati in Australia a quanto capisco). Con un garage trash’n’roll ora settantasettino, ora sporcato di tinte scure stile Murder City Devils, ci consegnano un 10″ in vinile (peccato, peccatissimo che questo promo sia su cd) destinato – nella miglior tradizione sotterranea – a provocare polluzioni e squirting in qualche centinaio di pazzi e pazze, per poi sparire, in un futuro non si sa quanto vicino o lontano, nel nulla (altro…)

Movements & The Angry Dead Pirates… crazy as fuck

Movements/The Angry Dead Pirates – split 10″ (Pariah! Records)

I Movements sono grandissimi e già lo sapevamo (vedi qui, qui e qui). Se poi questa figaggine viene confezionata in formato 10″, in uno split con una band come i The Angry Dead Pirates, allora siamo vicini all’Olimpo della decadenza e del godimento.

Tre brani a testa, di cui uno è una cover dell’altra band. Un formato inusuale, forse non fruibilissimo a livello di mercato, ma qui il mercato è poco meno di un peto al vento… qui parliamo di rock’n’roll e di sudore, di Farfisa a pezzi, di fuzz che vomitano e tutto il repertorio più o meno noto e immortale (altro…)

In metalcore we trust

We Sink – s/t (Chorus of One, 2011)

Una giovane band di Parma – nata nel 2010 – che ha all’attivo un ep di quattro brani intitolato Old Stories e ora esce con un arrapantissimo 10″ (il formato più porno che la mente umana abbia mai concepito, per quanto mi riguarda) per Chorus of One.

L’artwork in bianco e nero, con un teschiazzo d’ordinanza, evoca suggestioni political punk alla Discharge/Doom e fiorellini simili; in realtà il sound dei We Sink è molto più radicato nell’ondata hardcore metal di metà anni Novanta: un hc durissimo, scuro e chitarroso, con importanti sconfinamenti nel thrash-core e nel thrash. Roba macho, muscolare e taurina, che evoca circle pit, pogo stile palestra di pugilato e stagediving da rianimazione.

Onestamente non è ciò che ascolto, né quando questa roba era in auge la ascoltavo… però si riconosce il germe del sacro fuoco, per cui di sicuro la band è (o sembra decisamente) sincera. True till death, come si diceva una volta. Oltre che compatta, incazzata e credibile.
Ecco, mi sovviene che sarebbe interessante leggere i testi, visto che non è chiarissimo di cosa parlino… per il resto, se l’hardcore meticciato col thrash è la vostra perversione preferita, questi giovani fanno per voi.

Canta coi cani

Singing Dogs – Dejavoodoo Blues (Primitive, 2011)

Sì, meno male che a volte capita. E quando succede si gode e per un paio di settimane ti passa la voglia di chiudere tutto. Già, quando ricevi cosette come questo 10″ dei Singing Dogs (cortesia della immensa Primitive Records) le paturnie e i mugugni si dissolvono. Per un po’ almeno.

Già l’impatto fisico e visivo non lascia dubbi: un vinilotto da 10″ con copertina b/n, grafica di gran classe che puzza di pennarello e fotocopie, per un duo (chitarra e batteria) che intitola il disco e la title track con quello che pare un omaggio ai canadesi Dejavoodoo – mai troppo ricordato duo seminale che stritolava insieme punk, garage, rockabilly e rock’n’roll (beccatevi i dischi, se li trovate, fatevi un favore).

Musicalmente, poi, preparatevi a un bel trattamento completo di shampoo-barba-capelli non appena la puntina cala sul microsolco: perché qui si fa sul serio con un rock’n’roll selvaggio, ora punkizzato, ora bluesato, ora garagiato. I Singing Dogs non abbracciano un genere preciso, ma frullano il meglio di tutti quelli appena elencati (e vogliamo metterci un leggero tocco di surf ed exotica, ma proprio leggero leggero? Mettiamocelo) con un’attitudine selvatica e urticante, che riporta alla mente i fasti di certe band Crypt dei tempi d’oro.

C’è poco da star qui a fare della poesia e a tentare di descrivere quello che per definizione si percepisce con le palle e lo stomaco, non col cervello… io vi consiglio VIVAMENTE di somministrarvi buone dosi di questa roba. E di regalarvi questo 10″. Poi ognuno è libero di sbagliare… fate voi.


SINGING DOGS “better of dead”
http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=15790843,t=1,mt=video
SINGING DOGS | Myspace Music Videos

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