Cervelli ammuffiti

muffeLe Muffe – Penna, tornio e salame (autoproduzione, 2014)

Beat garage fottuto, rabbioso, coi polmoni bucati e la bava alla bocca. Se Gli Avvoltoi o una simile band di neo-beat fosse stata morsa da uno zombie fatto di Cialis probabilmente suonerebbe così.

Basso, organo, voce, batteria. Niente chitarra. NIENTE CHITARRA – ripeto. Ma una rabbia che non mi aspettavo, nonostante l’assenza di uno strumento per me – povero bifolco – fondamentale. Immaginate giri beat-garage molto classici e melodici, con un cantato isterico, sbavante, a tratti con deliziose stonature. Musica semplice, per qualcuno forse banale. Ma unita a dei testi ironici e delicati (un misto tra Pozzetto, Jacoviti e Bonvi in salsa lombardo-proletaria),  come una mezza pinta di acido solforico, la resa è garantita.

A dare il sigillo di genuinità al tutto c’è il fatto che parliamo di una band nata da una costola de I Vermi, che già fecero ottime cose.

Un po’ lungo se “assunto” in una sola seduta, ma notevolissimo. Bravi, Le Muffe.

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