Acchiappasogni a tradimento

steepleSteeplejack – Dream Market Radio (Area Pirata, 2014)

Quando dici Steeplejack sai che, fra gli appassionati, vai a toccare un tasto di quelli che scatenano passione e golosità. Perché sono uno dei classici gruppi che una volta piaceva definire “cult”: un mini-lp e un album pubblicati fra il 1987 e il 1988, poi un nastro (ristampato solo nel 2011 come doppio lp) e un mini-cd nel 2006. Questo era – almeno fino a poche settimane fa – il lascito dei pisani alla storia del sound neo-Sixties made in Italy: un’eredità non copiosa, ma preziosissima e ricercata dai collezionisti.

Ora, con l’intervento di Area Pirata, la band assembla e pubblica un nuovo album – un’opera maestosa che esce in bundle che comprende un doppio vinile e un cd (con gli stessi brani, ma più “maneggevole”). Occhio però: ribadiamolo… non si tratta di una ristampa di materiale d’annata, ma di pezzi davvero nuovi, freschi e contemporanei (cronologicamente, almeno). E che pezzi.

Non fatico a scrivere – e pensare, ovviamente – che Dream Market Radio è quasi certamente una delle uscite italiane fondamentali di questo 2014 giunto ormai oltre la metà della sua vita. Stiamo parlando di un disco di psichedelia pulsante, lisergica e free, con influenze che spaziano dal classic rock, al folk, passando per il blues rock… un oggetto sonico non facilmente definibile senza far ricorso a etichette che non lo afferrano, però. Come dice il leader della band Maurizio Curadi in una bella intervista rilasciata a Tony Face, a proposito del termine “psichedelia” e dei generi musicali: “[psichedelia] come etichettina di sottogenere rock è sempre stato un rottame. Roba da supermarket, da edicola. Bisogna degenerare… ogni genere è una gabbia. C’è ben altro là fuori”.

Ecco, questo è l’approccio e l’angolazione con cui ascoltare, interpretare e vivere un album simile, tanto sfaccettato, stratificato, dilatato e dettagliato. Questa è musica visionaria come raramente capita di sentire. E pensare che una band così, dopo oltre 30 anni di attività, è ancora patrimonio per pochi – e questo album ha avuto difficoltà gravissime per giungere alla pubblicazione – fa venire solo tanta tristezza.

Fatelo vostro.

Annunci
Articolo successivo
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: