Chiedi chi erano i Bbbìtols. Anzi, non chiedere niente e vai

cheater slicksCheater Slicks – Live Vol. 3 (Columbus Discount, 2014)

[di Tab_Ularasa]

“In quel periodo i Cheater Slicks facevano durare “Thinkin some more” trenta minuti. L’avevo sentita in una cassetta e quando iniziarono a suonarla sapevo bene di cosa si trattasse e mi gasai a bestia! Nel locale c’erano circa 7 persone, diciamo che non era un concerto molto atteso il loro. La canzone andava avanti possente devastante e a un cerco punto posseduto dal dio del rock cercai di prendere di peso un tavolo per tirarlo sul palco ed esprimere la mia ammirazione assoluta; ma il tavolo era troppo pesante, persi l’equilibro e caddi a peso morto su Tom Lax della Siltbreeze. John Spencer”.

Queste sopra sono le note nel retro copertina di John Spencer, che da sempre è fan sfegato dei Cheater Slicks, al pari di gente come Mudhoney e altri gruppi ancora – che in qualche modo ce l’hanno fatta a salire alla ribalta delle cronache.
I Cheater Slicks non ce l’hanno fatta, troppo estremi e fuori dalle regole, oltre che incapaci di scendere a compromessi.

Ogni volta che esce un disco dei Cheater Slicks per me diventa subito disco dell’anno. L’album di cui stiamo parlando è uscito da poco per la moribonda Columbus Discount ed è il terzo loro live stampato nell’arco degli ultimi anni dall’etichetta di Columbus. Mentre nei primi due volumi c’erano canzoni nuove/vecchie, ma registrate negli anni 2000, in questo terzo volume è presente “Thinkin some more”, di cui parla Spencer, che riempie tutto il lato A. La canzone è stata registrata Philadelphia nel 1992 – dove in quel periodo i Cheater Slicks erano di stanza – e carpisce al meglio la potenza distruttiva e devastante di una delle band di r’n’r più grandi di tutti i tempi.
Nel lato B invece c’è “Sister Ray”, cover allucinata e lancinante dei Velvet Underground registrata durante un live a Columbus nel 2009.

Sono passati più di vent’anni, ma I Cheater Slicks non sono cambiati, sono sempre nel proprio universo di anarchia e ubriachezza sonora molesta. Dopo due decenni di carriera ai margini del sistema della musica alternativa stessa, i Cheater Slicks, raccogliendo l’eredità di bands quali Stooges e successivamente Cramps, sono a tutti gli effetti da considerare l’unico gruppo in qualche modo ancora attivo che incarna la tradizione primordiale del r’n’r americano.

Per me – e spero per qualcuno di voi – una boccata d’aria fresca di montagna contro lo smog e l’inquinamento della musica dei tempi moderni.
Compratevi tutti i loro dischi prima che Vice o qualche portale alla moda li sbatta in prima pagina. Dopo i prezzi dei loro dischi saliranno alle stelle!

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