Un bicchiere coi Derelitti

derelittiI Derelitti – Come se non ci fosse un domani (autoproduzione, 2013)

Torino Motor City, anno 2013. Quattro avanzi di pub marcio entrano in studio e incidono questo album (che esce in edizione ultralimitata, in vinile colorato, per dire) ispirandosi alle loro passioni più proibite: il rock’n’roll fetido, il protopunk più ignorante e buzzurro, il glam rock più puzzolente, l’hard rock più svergognato… risultato? Un cd divertentissimo davvero, di hard’n’roll punkizzato in italiano, sguaiato, terrone (perdonatemi il termine, ma credo ci siamo capiti), semplice ed esplosivo.

I Derelitti citano Stooges, Stones e Johnny Thunders nella bio… direi che di Stooges ne sento pochi, ma gli Stones ci sono eccome. Quelli impestati, rancidi, pieni di croste e di buchi, coi nasi frananti, di fine anni Sessanta-primi Settana: roba sopraffina, ma con il marchio del “fottiamocene” che rende il tutto infinitamente più rustico e – fortunatamente – meno “professional”.
E poi sì, Johnny Thunders c’è, perché lui è il re dei loser e I Derelitti sono dei loser d.o.p., e anche se non arrivano da New york o da Los Angeles non importa.

Pezzi top: “Tu mi nuoci”, “Eliminailaria”, “Derelitta”… presente anche in versione “toxic park”, acustica stile Exile On Main Street condita con gianduiotti e vino rancido di Porta Palazzo.

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