Una bara fluttuante è per sempre

cover The Oh SeesThe Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Se volete una recensione vera e propria del nuovo album degli Oh Sees cambiate webzine: su Ondarock, ad esempio, ce n’è una così lunga ché mi sono fermato al decimo rigo del primo dei cinque capoversi.

Be’, una cosa è certa. Non ci si annoia mai con gli Oh Sees, e non si avrebbe neanche il tempo di farlo vista la loro cazzo di prolificità. Il nuovo capitolo pubblicato dall’etichetta personale di John Dwyer potremmo definirlo psych-dark-noise, come ammette lo stesso John: “È piuttosto buio e molto più heavy rispetto agli altri album”. Una cosa diversa, insomma, seppur sempre riconoscibile e col bollino blu della band di Frisco. Un disco a lunga digestione, giusto un pizzico sinistro, di cui m’ha colpito più del solito la grazia angelica della tastierista tamburellante e canterina Brigid Dawson. La ragazza è sublime nel contrappuntare come una sirena la conclusiva Minotaur, dolcissima ballata in levare che Sofia Coppola farebbe bene a prendere seriamente in considerazione per il suo prossimo film.

Passo e chiudo ché mo’ devo raggiungere la famiglia al mare e co’ ‘sto cazzo di freddo mi tocca pure ricacciare qualche indumento invernale.

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1 Commento

  1. giorci

     /  luglio 1, 2013

    interessante

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