Un bordello elettrico

4PAN1TThe Electric Mess – Falling Off The Edge Of The Earth (Groovie, 2013)

[di Franco “Lys” Dimauro]

Il secondo album della band di New York conferma le buone impressioni del debutto: organo a manetta, ritmica serrata, chitarre strapazzate e un’ attitudine che se da un lato evoca l’ irruenza del garage punk dei Sixties (senza tuttavia nessuna voglia di restare imprigionata dalla sua essenzialità, soprattutto nell’uso delle chitarre), dall’altra è innegabilmente influenzata dal power-pop dei tardi anni settanta sia per quanto riguarda l’ efficacia melodica delle strutture sia per i toni sempre parecchio buffi e disimpegnati delle loro canzoni (provate a dare un’occhiata a titoli come “The girl with the exploding dress”, “I didn ‘t miss you at all”, “Elevator to later”, “Nice guys finish last”).

Quello che manca dentro Falling Off The Edge Of The Earth è però il pezzo vincente. La canzone che appena la metti su, l’ amica al tuo fianco alza per istinto la gonna, con tutto quello che ne consegue.

Cosa dite? Che sono troppo carnale? Che penso troppo alla figa? E a cosa dovrei pensare quando parlo di rock’ n roll? Al cuneo fiscale? Alla recessione? E secondo voi perché i dischi hanno un buco al centro e le banconote la forma di un foglio di carta igienica?

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