Falso d’autore

owenOwen Temple Quartet – Rot In The Sun (Casbah Records, 2013)

Quando le influenze ci sono, sono talmente palesi da essere smaccate, ma sono trattate con anima e venerazione, spesso escono fuori lavori come questo album dei francesi Owen Temple Quartet: gioielli di rara bellezza lavorati con maestria, anche se somiglianti in tutto e per tutto a opere dei guru del genere.

E cosa si fa? Si butta tutto?

No, assolutamente. Perché questo Rot In The Sun è un vero falso d’autore, roba che le false teste di Modigliani ripescate nei fossi una trentina d’anni fa sembrano lavoretti dei bambini dell’asilo.

Questa band distilla pesantissime influenze targate Birthday Party/Nick Cave, Gun Club, Crime and the City Solution, per ottenere un liquore sonico torbido, scuro come una spremuta di anime infette, convincente e inebriante. Pensate al raglio del Cave più dionisiaco e intossicato con un accompagnamento musicale fornito da studenti laureati in blues-punk gotico e sepolcrale: questo sono gli Owen Temple Quartet – né più, né meno.

Roba già sentita? Sicuramente, signori.
Ma è anche fatta così bene che sono certo che gli originali vorrebbero avere scritto loro almeno una manciata di questi pezzi.

Una bella dose di malattia in vena è quello che ci vuole.

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