Harakiri Italian style

harakiriHarakiri Bomb – Live From The Garret (autoproduzione, 2013)

Due chitarre, voce e batteria. No basso… ok, chi tra voi mi conosce un pochino sa che ho un debole per questo tipo di formazione. Nulla contro il basso e i bassisti, ma la raucedine diarroica e strafottente che due chitarre sanno dare in assenza di basso è unica, alle mie orecchie.

Questo quartetto dell’area di Pordenone, Harakiri Bomb, è al secondo ep e sfodera un sound blues punk/lo-fi mica da poco… bello corposo come camembert dimenticato in uno zaino sotto al sole, ma con anima e una notevole padronanza tecnica, innegabile.

Bravi? Sì certo. Bravi davvero. Però mannaggia a me, ascoltandoli mi è mancata la botta, la pelle d’oca… forse il problema è che sono troppo puliti e scolastici, troppo blues standard e troppo poco punk. Non hanno il tormento di un Jeffey Lee Pierce, né la rancida depravazione di un Walter Daniels o di un Tim Kerr… sono formalmente ineccepibili e qui è il problema.
Ragazzi, porca l’umanità intera, vomitate e sputate di più: avete tutte le carte in regola, ma così siete troppo digeribili da hipster e indiemaniaci che, nella migliore delle ipotesi, si leggono Rockit e Pitchfork. E chi cazzo ha bisogno di questa roba un po’ fighetta?

Più lordura e rabbia. E’ per il vostro bene. E il nostro…

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