C’est Bon

cover Useless EatersUseless Eaters – C’est Bon (Southpaw, 2012)

[di Manuel Graziani]

Seth Sutton è un tipo di Memphis con la faccia da ragazzino: immaginate un Michael Jackson che se la dà a gambe dai Jackson 5 perché fulminato dal punk. Un tipo che ama rotolarsi nella merda r’n’r e, come due suoi indimenticati concittadini passati a miglior vita di nome Elvis e Jay, lo fa con una tale classe da apparire già un mezzo classico. Peraltro era molto amico di Jay Reatard, al punto di condividere con lui l’ultimo tour europeo del 2009 prima che Jay stirasse nel divano di casa la notte del 13 gennaio 2010 (lo stesso Jay si prestò spesso a suonare il basso con gli Useless Eaters come ci mostra questo video al Goner Fest del 2009).

Detto questo, Seth Sutton e i suoi Useless Eaters non se li incula nessuno. Niente di strano, per carità… ma è un errore, oltre che un peccato. Io che li seguo da quando nel 2009 la benemerita Goodbye Boozy del mio amico Gabriele li fece esordire pubblicando il 7” Agoraphobic, li reputo un piccolo culto perché sfuggono a facili classificazioni pur richiamandosi a mille gruppi che amo o ho amato.

Tanto per dire, spesso vengono accostati a Devo e Wire. Accostamento che ci può pure stare, ma superficiale e anche un pizzico fuorviante. Il trashy-punk secco e nervoso che esplode nei 12 pezzi di C’est Bon è pericolosamente, e oserei dire miracolosamente, vicino al Killed By Death sound, o meglio a quel punk lo-fi sbiellato che nasceva tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90 che da lì prendeva le mosse. C’è poi la botta ignorante dei Sex Pistols, la melodia viziosa dei primi Buzzcocks e sì, certo, anche la tensione nervosa di Devo e Wire.
Roba urgentissima, spesso sotto i due minuti, che c’est proprio bon, sia quando si tratta di azzannare il proto-punk psicotico (“Year 11”), tuffarsi nel garage primitivo (“Daft Love”), percorrere galassie sintetiche strumentali (“C’est Bon”) o trascinarsi su viottoli rurali (“Certain Doom”).
Che Seth Sutton sia un tipo giusto ce lo dimostra anche la recente collaborazione con Ty Segall per un 7” limitatissimo (150 copie) uscito il 20 settembre in occasione del terzo compleanno della Nashville’s Dead.
Io ve l’ho detto, mo’ fate voi.

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