The days of wine and roses

VV.AA – Welcome Back To The Eighties Colours (Psych-Out, 2012)

Da un pool di personaggini come Roberto Calabrò, Lodovico Ellena e Cosimo Pecere si è materializzata un’idea che in qualche modo è la logica prosecuzione di un discorso iniziato negli anni Ottanta, quando la Electric Eye pubblicò i due volumi della compilation Eighties Colours, e proseguito poi con l’omonimo librone enciclopedico di Calabrò del 2010.
Ma prima di pensare “oh cacchio, ancora una compilation di pezzi ripescati dai vecchi dischi” fermate un secondo il motore e ascoltate, perché in realtà la faccenda è gustosa. E molto sfiziosa.

Niente approccio alla Nuggets o Back From The Grave, quindi. Piuttosto la scelta di mostrare i gruppi dell’epoca, che ancora oggi sono ben attivi, alle prese con materiale non proprio – ma di altre band che negli anni Ottanta costituivano la scena neopsichedelica/neosixties italiana. Per intenderci,  qui non troverete l’ennesima raccoltina di pezzi presi dai vinili vintage, ma materiale inciso fresco fresco, con chicche tipo i The Liars che rifanno i Pikes In Panic, due Out Of Time che suonano i Birdmen Of Alkatraz, i Polvere di Pinguino che rileggono i Boohoos, gli Sleeves alle prese con gli Out Of Time… capita l’antifona?

Nostalgia sì, nostalgia no… chissà. Il dibattito si è aperto, a questo proposito, ma io personalmente mi trovo in una posizione imbarazzante per il suo qualunquismo. E dico: nostalgia chissenefrega. Perché questo disco è molto bello e poco m’importa se ci suonano ex ragazzi ormai cinquantenni o più, che rivangano un passato tanto glorioso quanto – appunto – passato. Per me in questi casi a parlare è in primis la musica. Tanto più che io all’epoca non c’ero – nel senso che ero occupato in giri molto più centrosocialini, hardcore punk e anche un po’ metal – e tutto ciò che mi fa recuperare un po’ di quel tempo perduto non può che colpirmi più che positivamente. Certo, poi qualcuno potrà dirmi “ma com’è invece che per le reunion dei vecchi gruppi hardcore italiani non hai mai speso una buona parola, ma solo un po’ di sufficienza?”… è vero. So what? Chiamala contraddizione dialettica se vuoi. Io intanto mi sento Welcome Back To The Eighties Colours.

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2 commenti

  1. marco cheldi sleeves

     /  novembre 4, 2012

    …saper scrivere saper suonare e sapere ascoltare…c’e un tempo per ogni cosa ed è anche per questo che leggerti è un piacere

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  2. vinylhunter

     /  novembre 4, 2012

    🙂 arrossisco!

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