Rippers reprise

The Rippers – Better The Devil You Know (Slovenly, 2012)

Il buon Franco “Lys” Di Mauro ha già recensito il cd in questione qui su Black Milk, ma essendomene arrivata una copia a casa, dopo un ascolto fulmineo non posso esimermi dal dire due parole anche io. Perché questo è un  grande album di garage sbavante, rabbioso come un lupo mannaro e soprattutto competitivo a livello internazionale. Roba che lacera culi e lo fa in modo che non siano riparabili nemmeno con una cucitrice industriale.

I Rippers insomma non le mandano a dire… ma neppure aspettano che si apra bocca. Randellano a priori, con l’occhio pallato e i movimenti nervosi di chi s’è fatto quel paio di botte di troppo di speed. E poi potrebbe succedere di tutto: un collasso, una rissa col morto, un’orgia, una bevuta fino al coma etilico.

Questo è garage revival incattivito, filtrato attraverso il punk più urticante: ogni riff è una coltellata e ogni pezzo un potenziale macello. Non fate l’errore di considerarli solo uno dei tanti gruppi italiani. I Rippers sono di una classe superiore. E chi non ci crede è Whitney Houston.

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