Thanx god, no dub

Dubby Dub – Sorry, No Dub (Ammonia, 2012)

Uhm… mica male. L’apertura con un pezzo come “Love Kills” che mescola garage rock, punk 77 e un  goccio di Britpop è decisamente un bel biglietto da visita per questi ferraresi che si chiamano Dubby Dub (di cui confesso di avere ignorato l’esistenza fino all’arrivo del cd). Poi a guardare meglio si nota che la band non ha basso (per me: fico!), ma bensì tre chitarre e procedendo nell’ascolto si inquadra meglio il genere: un punk, rock, alternative esuberante, che frulla tutto ciò di buono che i Novanta hanno più o meno elargito – dal noise rock al punk revival, passando per il grunge, l’indie, lo stoner e le deviazioni garagistiche di International Noise Conspiracy e Hives.

Intriganti a sprazzi, divertenti senza dubbio, da risentire più avanti per inquadrarli meglio.

Li aspettiamo con ulteriori prove: nel frattempo rock on…

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