Dottor Morelli and Mister White

Jack White – Blunderbuss (Third Man Records, 2012)

[di Hugo Bandannas]

Per recensire il disco che va più a ruba dai tempi di Thriller di Jacko – ho fatto davvero fatica trovarlo in tempo reale – devo prima di tutto indossare un paio di occhiali professionali per poi  levarli e rimetterli di nuovo (alla maniera dello psicologo catodico, l’affascinante professor Morelli), così da acquistarne un po’ in autorevolezza e “sintomatico mistero” (buffo).

Il professor Morelli affermerebbe che un disco andrebbe ascoltato più volte nell’arco del tempo, perché l’essere umano è umorale, lunatico e squilibrato, per cui il capolavoro esaltante dell’oggi spesso si converte in un fiasco del domani. E viceversa.
Ma vi giuro che  sto ascoltando Blunderbuss di Sir. Jack White, di continuo dal tramonto ieri e ciò mi fa sperare che queste parole scritte restino immutate insieme al mio stato d’animo. Così che non ci sarà una coazione alla ritrattazione, disciplina su cui il compianto e ingombrante Lester Bangs ha costruito una carriera, articolo dopo articolo.
Blunderbuss
è un signor disco. Dimenticate White Stripes, Raconteurs e Dead Weather, ma teneteli a mente per quelli che sarebbero potuti essere dei prestigiosi b-side.

Non so voi, ma io sono solito fare zapping con i formati cd: ebbene con questo lavoro non è possibile… anzi è impensabile, sarebbe blasfemo come pigiare rewind e fast forward durante un film di Jarmusch: un oltraggio alla poesia e all’arte.
White ci accompagna in  un viaggio musicale intorno all’America; quando si passa attraverso i freddi e desolati villaggi il suono si fa più roots e blues, trasformandosi poi in un sincopato rap chitarroso proto Eminem che incontra i White Stripes quando si sfila per le immense metropoli del lago Michigan. E così via: un disco di enciclopedica sintassi di rock’n’roll racchiuso in 13 canzoni (con godibilissimo booklet interno).

Mi sono fatto un giro sul web ed ho constatato sorprendendomi che questo capolavoro ha ricevuto solo tiepidi consensi da alcune delle testate e webzine che contano; o l’aspettativa era troppo alta oppure gli autori delle relative recensioni avevano la loro personale luna di traverso.
Se non vi piace questo disco significa che c’è qualcosa di marcio nelle vostre vite… e state pur certi che se queste 13 canzoni alla dinamite non sono riuscite a rivoluzionarvi la routine, vi resta solo da sperare nel professor Morelli.

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1 Commento

  1. Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca…

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