Murder ballads made a man out of me

Movie Star Junkies – Son Of The Dust (Wild Honey/Outside Inside, 2012)

[di Denis Prinzio]

Se si volessero utilizzare le facili armi della retorica per descrivere brevemente il terzo album dei torinesi Movie Star Junkies, basterebbe la definizione “album della maturità”. Dato che spesso la retorica è abusata, ma in alcuni casi rimane strumento utile a circoscrivere un pensiero comune, affidiamoci a essa e diciamolo pure: Son Of The Dust è il disco della maturità.

Abbandonate le clave e i bastoni del garage punk, i nostri imbracciano il fioretto del blues, delle murder ballad, del crooner sciamanico che, robustamente brillo, ti racconta vecchie storie di pazzia e redenzione.
Nello specifico, il lavoro è una specie di concept incentrato sulle figure di un prete, uno straniero e un contadino, ispirato da tematiche ed ambientazioni faulkneriane, dove il prete viene infine sacrificato (verrà buttato in un pozzo legato alla statua del santo) per tentare di combattere la siccità che affligge un paesino. Richiami a leggende oscure, superstizioni e credenze popolari, l’avvicendarsi di dialoghi e narrazione pura permette ai MSJ di tessere dieci trame sonore imbevute di blues, crepuscolari e malaticce ballate, umori profondamente western e polverosi, ma anche di rock’n’roll purissimo e dai toni melodici semplicemente perfetti (“These Woods Have Ears”, che ha il merito di aprire alla grande l’album).

I riferimenti si possono trovare tanto nel Nick Cave della maturità (appunto) quanto nei chiaroscuri dei Black Heart Procession, ma non si renderebbe giustizia a un suono che si fa enorme, proprio in virtù della sua capacità nel maneggiare la classicità senza ridurla a mero esercizio di stile. Così si passa senza soluzione di continuità dalla ballad intensa e drammatica della title track ai numeri più vivaci di “There’s A Storm”, alle storture caracollanti e per questo intrise di pura malinconia di “This Love Apart”, pezzo da scorticarsi le mani per gli applausi.

Sia chiaro, i Movie Star Junkies restano cinque gattacci randagi e in calore che miagolano arrapati alla porta della vostra gattina: hanno messo gli abiti buoni, ma il marciume spunta sempre dal colletto della camicia.

Per quanto ci riguarda, una delle uscite chiave dell’anno di grazia 2012.

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