The wild brunch #19

E siamo al numero 19, spruzzato di neve e gentilissime bestemmie che la sciolgono. Il brunch selvaggio è ormai un’istituzione, di quelle che non servono a un cazzo, ma ci sono. E non si scappa.
Questa volta tre uscite, dal grind/thrash allo street-ska punk, al rock’n’roll motorheadiano e un po’ glam metal. Cous-cous ricco, mi ci ficco. Ma anche no.

Come sapete (forse) questa è la rubrica in cui si parla della maggior parte del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale).

C’è un sistema di valutazione dei dischi, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco,bel gruppo, in bocca al lupo”).

Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.

Senza FrontiereNon c’è futuro senza memoria (coproduzione, 2011)
Street punk sanguigno, combat rock, un filo di hardcore e purtroppo – visto che non sopporto il genere – una generosa aggiunta di ska. Questa è la miscela che propongono i lombardi Senza Frontiere, che viaggiano decisi e convinti (oltre che convincenti) su binari ben noti. Nulla di nuovo, ma proprio nulla, sotto al sole, eppure vale il tipico rilievo per cui al netto del già sentito la band sa il fatto proprio ed è valida. Semplicemente si rivolge a un pubblico di ascoltatori più giovani o giovanissimi, che magari si affacciano a queste sonorità per la prima volta e quindi sono digiuni degli ascolti della vecchia scuola. E non c’è nulla di male, anzi… per certi versi è giusto che ci sia un minimo di ricambio generazionale. Per ballare sotto al palco, pogare, bere qualche birra e fumare quel che volete, con i Senza Frontiere non potete sbagliare. E poi il messaggio fortemente antifascista e di resistenza che veicolano è più che condivisibile, quindi… buon ascolto ragazzi.
[Voto: 1,5 – Consigliato a: ska punk da centro giovanile di quartiere, antifascisti di ogni estrazione, nuove leve dello street punk under 20]

Antigama/Psychofagist – 9 Psalms Of An Antimusic To Come (Subordinate, 2001)
E la madonna… nei nove brani di questo split cd (un formato che non amo per nulla, lo devo dire) c’è una tale overdose di violenza cieca e scoordinata da far sembrare una cena di classe delle medie la maggior parte delle band che si autodefiniscono “estreme”. I novaresi Psychofagist e i polacchi Antigama menano come folli indemoniati scappati da una struttura psichiatrica medioevale, scatarrando un thrash/grind/noise moderno, cupissimo e soffocante. Roba per timpani d’acciaio e cervelli stuprati. Notevoli e di grande impatto entrambi (preferisco però i polacchi, a onor del vero, e non per nulla hanno inciso anche per la Relapse), potrebbero essere i vostri nuovi gruppi preferiti se ascoltate questa roba. Io ho smesso col thrash nel 1988, quindi mi dichiaro troppo vecchio.
[Voto: 2 – Consigliato a: gente con la morte nel cervello, grinder da quartiere residenziale, bulimici del metallo bestiale]

Whiskey Funeral – s/t (FSA, 2011)
Fiorentini e “non più giovanissimi” (lo dicono nella loro bio), i Whiskey Funeral sono uno degli ormai molti figli del peccato generati dalla fornicazione avvenuta sull’orlo del coma etilico tra metal, glam rock e proto-punk. Un circuito che in Italia pare essere floridissimo, con molte band che decisamente sanno il fatto loro e macinano concerti senza guardare in faccia nessuno. Il taglio dei WF è lievemente più metal rispetto ai loro colleghi che fino a ora ho avuto modo di ascoltare; un metal a tratti motorheadiano e a tratti vicino agli exploit più tossici/bastardi della scena sleaze/glam anni Ottanta… roba che cita, ricicla e ripropone schemi ampiamente collaudati, ma lo fa con convinzione e cattiveria. Certo, il metallo un po’ taurino e l’hard rock da Sunset Boulevard sono in dosi ampiamente superiori ai livelli in media consigliati: e forse è questa l’unica pecca che rinvengo in un cd altrimenti molto ben riuscito. Se posso dare un consiglio… spingete più sul proto-punk e meno sul metallo. Ah dimenticavo: il cd è distribuito da Tornado Ride.
[Voto: 2,5 – Consigliato a: aspiranti nipotini di Lemmy, glamster testosteronici, rocker di provincia con la testa durissima]

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