God save (Italian) r’n’r

Cut – The Battle of Britain. Live in the U.K. (Gamma Pop, 2011)

Di questi tempi pubblicare un disco live in vinile è una follia per chiunque; se a farlo è un gruppo rock italiano, per di più della “portata” dei Cut (e lo dico con il massimo rispetto, sia chiaro), be’ la cosa diventa una vera e propria impresa. Mi congratulo con loro, quindi, e con la “storica” Gamma Pop da poco rinata sotto le ali protettrici della varesina Ghost Records che ha reso possibile questa impresa.

Sono legato affettivamente ai Cut per tre motivi: 1) Nei primi anni ’90 ero a Bologna quando si formarono e risposi pure al loro annuncio, staccato dalla bacheca di SestoSenso, per cercare un batterista ma non ci incontrammo mai non ricordo bene perché 2) Ferruccio, uno dei due cantanti-chitarristi, è della mia stessa provincia e io sono un indefesso campanilista 3) I Cut sono un gruppo della Madonna, è questo è il motivo principale della stima che nutro nei loro confronti.

L’ho già scritto altrove, ma urge ribadirlo. I Cut sono in credito con la sorte perché hanno pagato e continuano a pagare un prezzo troppo alto legato ad uno stupido pregiudizio che si annida nelle teste vuote dei puristi di questa cippa di cazzo. Non me lo spiego, ma fatto sta che ancora passano per un gruppo troppo punk per i fan della musica indie e troppo indie per la scena garage-punk. Chi volesse approfondire può leggere qui l’intervista che feci a Ferruccio e a suo fratello Luigi, chitarrista dei Transex, per un bel magazine culturale delle mie parti passato a miglior vita.

Cazzate, immense cazzate. I Cut fanno rock’n’roll punto e a capo. E lo fanno benissimo, con muscoli, anima, sudore e la giusta cattiveria. Negli ultimi due dischi in studio (A Different Beat del 2006 e Annihilation Road del 2010), qui saccheggiati per bene, hanno mostrato una compattezza e un tiro invidiabili da power trio che se la gioca alla pari con chiunque, non temendo confronti di sorta. D’altronde se hanno conquistato un pubblico storicamente preparato ed esigente come quello inglese un motivo ci sarà, no?

The Battle of Britain. Live in the U.K allinea 10 pezzi tratti da Annihilation Road, tre pezzi pescati da A Different Beat e la gagliarda ritmica alla Jane’s Addiction in modalità noise di “Sixty Notes” da Bare Bones del 2003. Una miscela bollente di noise, punk, blues, rock’n’roll, wave, p-funk e r&b da KO metallico riversata addosso agli avventori del Pilgrim di Liverpool, del Mad Ferret di Preston e del Birds Nest di Londra. Gente che, ci scommetto la testa, si sta ancora leccando le ferite. A noi non rimane che procurarci questo stupendo vinile e leccarci i baffi.

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