Alfatec, il bidone aspiratutto

Alfatec – s/t (coproduzione, 2011)

Riecco i toscani Alfatec, di cui già abbiamo parlato su Black Milk in occasione dell’uscita del loro 7″; il nuovo capitolo della loro storia  conferma quanto di positivo notato in passato: questa è una hardcore band sanguigna e appassionata, con sonorità spigolose, in cui violenza e melodia si bilanciano. Rispetto al passato si nota qualche passaggio più chitarroso e hard punk, qualche frazione più rock: roba che aggiunge un gusto rock’n’roll al tutto… e male non fa. Anzi!
Notevole anche la performance vocale, che a tratti ricorda un Ian McKaye sotto steroidi – o un Henry Rollins con un perizoma commestibile alla fragola sotto ai Chinos.

Un gruppo che ci sa fare e che, con modestia encomiabile, ammette: “Suoniamo per passione, amiamo quello che facciamo e proviamo a farlo nel miglior modo possibile”; niente pose, quindi, ma la musica e la voglia di suonarla sbattute lì, direttamente sul tavolo e senza troppe menate di contorno. E anche se l’avranno già notato in molti, a corroborare questa tesi arriva una frase postata nel loro profilo Facebook (cito con copia e incolla): “no one is talking about us in any punk hardcore messageboard. I’m pretty sure about it, cause if you google the band name you only got some vacuum cleaner stuff. Wich is not a surprise, cause we’re so stupid asshole that we’re looking for band name getting high in our rehearsal room“… questo per ribadire quanto siano genuinamente cazzoni. Nel senso buono.

In definitiva: questo è un buon disco, che scivola via liscio tutto d’un fiato e fa sbattere il testone con una certa frequenza, segno che i brani hanno il loro bel perché. Personalmente sceglierei se cantare solo in italiano o solo in inglese: in entrambi i casi la resa c’è… ma mantenere questa specie di ambiguità da cartello stradale tirolese personalmente mi mette un po’ a disagio.
Inoltre una controllatina all’inglese nei testi riportati nel libretto non avrebbe fatto male, a essere puntigliosi.

Promossi a pieni voti. E ora mi riascolto la tredicesima traccia, “Your War”, che mi è piaciuta tanto.

Your War by ALFATEC

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