Balla che ti passa

The Dancers – 7″ (Green Records, 2011)

E caspita. Ne son passati di anni dall’ultima volta in cui ho avuto un disco Green tra le mani e il tempo ha fatto il suo effetto… nel senso che se per me Green Records è stata sinonimo di hardcore (e post hardcore con faccende tipo Burning Defeat) a metà anni Novanta, ora le cose sembrano radicalmente mutate.

Questi The Dancers, infatti, suonano un rock garage indie nervoso e rock’n’roll come quello di alcune band pazzesche, ma minori, di fine Novanta (mi sovvengono i Vue, gli Starlite Desperation, i Go!… ma anche alcune cose dei più blasonati Nation Of Ulysses e International Noise Conspiracy).

Qui c’è la velocità del punk/protohardcore, il groove del soul più zozzo, l’immediatezza dei riff garage e l’imprevedibilità di un cantato sguaiato al punto giusto.

Roba bastarda e ben fatta che – ahinoi – potrebbe anche piacere ai modaioli di turno, i quali come al solito hanno solo gli strumenti per dire che è “figa”, ma non per capirla o viverla.

Bravi davvero.

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