Garage Gewalt

RnR Terrorists – Garage Gewalt (Bubca, 2011)

Il termine tedesco Gewalt, nel suo significato, comprende al tempo stesso sia la potestas sia la violentia – cito malamente, e non per bullarmi. E’ dunque un atto di forza che comporta la presenza di una legittimazione del ricorso alla violenza. E per i toscani RnR Terrorists, nostra vecchia conoscenza, l’investitura ha origine divina; perché Essi sono gli Eletti e il Rock’n’Roll, in una notte fredda e nebbiosa di qualche anno fa, li ha posseduti carnalmente, inseminando i loro cervelli e le loro anime.

In questo nuovissimo – e atteso, almeno da queste parti – Garage Gewalt la band compie un passo speciale e abbandona la prassi di rubare/citare/rippare brani blues più o meno antichi, per proporre invece 10 pezzi interamente propri: è tutta farina del loro putrido sacco, piena di germi lo-fi, blues punk, garage rock, rumorismo minimale e gospel punk.
Rispetto al precedente Stolen Blues intravedo anche qualche sensibile mutamento di umore e in generale una vena più scura, ombrosa, nel massacro sonico di questi attentatori impenitenti; se entrambe le parti mi perdoneranno il paragone, Garage Gewalt mi pare per i RnR Terrorists un po’ ciò che In The Middle Of Darkwhere è stato – nella prima parte del 2011 – per gli Intellectuals… un disco che amplia un discorso, sorprende piacevolmente senza lasciare spaesati e mostra una band mutata come succede a un buon vino se si ha la pazienza di lasciarlo riposare più di quanto la voglia di berlo ci imporrebbe.

Qui c’è poco da scherzare sia chiaro: i pezzi dei RnR Terrorists sono come un massaggio alle chiappe praticato da un’aliena con la pelle fatta di lamette e schegge di vetro. Blues punk mutoide, pieno di diavoli storpi, sante eroinomani, negrieri in doppiopetto, schiavi con contratto a progetto, juke joint mortali nel mezzo della campagna tosco-emiliana e fegati zombie. Musichette per stuprare cervelli e gustarsi shottini di molotov, comodamente a cavalcioni di una Vespetta in fiamme. Il tutto aspettando il giorno in cui “la musica rientrerà nelle fogne e nei vicoli oscuri, scacciata dai divertimentifici ufficiali e tollerati”, perché “allora, e solo allora, tornerà a essere sangue e carne e tornerà a parlare a zone del nostro cervello ormai addormentate. E forse di lì un nuovo mondo verrà” (dalle liner notes del cd).

Io fossi in voi lo ordinerei da Bubca. Subito. Anche due copie, ché va regalato alle persone più care un dischetto così.

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3 commenti

  1. BUBCA RECORDS

     /  gennaio 4, 2012

    NUMERI UNO!
    TRA POCO IN GIRO PER L’ITALIA!
    SE LI VOLETE A SUONARE A CASA VOSTRA!
    SCRIVETE A BUBCA!

    Rispondi
  2. tab_ularasa

     /  gennaio 13, 2012

    martedi prossimo puntata in diretta della Cantina del Rock su questo disco:

    http://www.facebook.com/profile.php?id=100002434673337&ref=tn_tnmn#!/events/114702085317736/

    Rispondi
  1. Ho mandato un cv ai terroristi | Black Milk (a fix of)

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