Send me Strange Flowers every morning

The Strange Flowers – The Grace Of Losers (autoprodotto, 2011)

Quasi un quarto di secolo di storia, vita e musica. Sei album – e altre minuzie sparse. Questo è il curriculum vitae dei pisani Strange Flowers, gente che tra alti e bassi, mode che andavano e venivano, batoste, difficoltà e cambi di formazione non ha mai mollato. A costo di restare un po’ nell’ombra, sulla bocca di un sottobosco di appassionati, cultori di neo-Sixties e psichedelia.
Ma questa è, appunto, la “grazia dei perdenti” a cui si fa appello nel titolo di questo sesto loro disco. L’avere il coraggio di fottersene e continuare per la propria strada, a dispetto di tutto e tutti.
E attenzione, perché questo è il vero elemento che rende speciale un disco come questo. Già, perché il mestiere degli Strange Flowers è innegabile e li guida nel proporre una collezione di brani che spaziano dal Sixties pop alla psichedelia beatlesiana, dal garage rock al beat più solare… ma il mestiere non è tutto. Conta, aiuta, regala importanti appigli, ma non è anima. E a chi piacciono i dischi senz’anima?

E’ proprio grazie a questa impalpabile grazia dei perdenti, alla passione bruciante che ti si avvolge immediatamente intorno al collo già al primo ascolto, che The Grace Of Losers è un signor album; di quelli che possono abbattere senza sforzo le barriere di genere e i pregiudizi legati ad ascolti settoriali. Io per primo, onestamente, non mastico con piacere e assiduità questo tipo di sonorità (del Sixties prediligo il lato più violento e oscuro), eppure riconosco in questi nove brani una forza espressiva, una capacità di stimolare immaginazione e attenzione spiccata e innegabile. Che, in tempi in cui l’offerta è sterminata, non è certo cosa da poco, visto che le band tendono a somigliarsi tutte inesorabilmente, nella riproposizione di formule e schemi da studiare a colpi di discografie scaricate e piazzate in un lettore mp3.

E comunque, se proprio di questi discorsi non dovesse fregarvene nulla perché siete in un momento stile “It’s only rock’n’roll”, poco male. The Grace Of Losers è un bel disco che si presta anche a un ascolto disimpegnato, grazie alla spiccata e fine vena melodica di tutti i brani. Insomma, non avete molte scuse per ignorarlo…

[foto di Giulia Altobelli]

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