Aspettando Primavera Beat 2012

Chi si interessa di Sixties ed è un pochino nel “giro”, facilmente ha partecipato a una o più edizioni di Primavera Beat, il festival (che a marzo 2012 giungerà al suo sesto appuntamento) che si svolge ad Alessandria ogni primavera – come il nome suggerisce.
Non ha – per semplici motivi anagrafici – ancora la tradizione del più consolidato Festival Beat di Salsomaggiore, ma catalizza l’attenzione di appassionati e fan, che non mancano di rispondere al richiamo del Sixties.
In vista della prossima edizione – i prossimi 16-17-18 marzo – abbiamo fatto quattro chiacchiere con il big boss di Primavera Beat, il mitico Salva. A lui la parola, dunque.

Racconta qualcosa di te ai lettori che non ti conoscono: come nasce il tuo coinvolgimento nella musica, quale è il tuo passato musicale e in cosa consiste il tuo presente…
Mi chiamo Salvatore Coluccio, sono nato ne 1966, vivo ad Alessandria da oltre 40 anni. Il mio coinvolgimento con la musica nasce negli anni Ottanta, frequentando il centro sociale Polvere di Alessandria, che raccoglieva in quel periodo giovani che volevano avere un approccio diverso con la musica,  organizzando concerti, producendo demo. Nella metà degli anni Ottanta Alessandria era protagonista nella neonata scena hardcore-punk italiana, mettendo sul piatto il centro sociale Polvere – poi diventato Subbuglio – e band locali capitanate dai Peggio Punx. Il mio passato musicale è soprattutto da ascoltatore di concerti e da organizzatore: ho iniziato al centro sociale Subbuglio, poi continuato al centro sociale Forte Guercio e al Circolo Culturale Palomar di Valenza. Oggi il mio lavoro è organizzare eventi in ambito commerciale (convegni, fiere, manifestazioni ) con lati anche musicali, come l’esempio di Primavera Beat.

Primavera Beat quando nasce e con che intenti? Spiegaci anche la radice del nome, che di primo acchito ricorda l’ingenuità degli anni Sessanta: è voluto?
Primavera Beat nasce nell’inverno del 2006, durante una chiacchierata con appassionati di rock”roll anni Sessanta; la prima edizione è stata organizzata nel marzo del 2007 al Teatro Macallè di Castelceriolo, alle porte di Alessandria. Gli intenti della manifestazione erano e sono quelli di creare un evento in Alessandria che riesca ad aggregare pubblico locale e dalle altre regioni confinanti, di valorizzare luoghi (come è stato con il Teatro Macallè), di coinvolgere la città e la provincia e – per quanto riguarda i protagonisti musicali – creare dei propri eventi nella manifestazione stessa. Il nome Primavera Beat è nato per lo svolgimento temporale del Festival ( la manifestazione si svolge a marzo) e richiamando lo spirito e l’ingenuità degli anni Sessanta.

In cosa si differenzia Primavera Beat – se differenze ci sono – da iniziative analoghe come il Bus One e il Festival Beat? Vi fate concorrenza o collaborate?
Primavera Beat, dal punto di vista organizzativo e di intenti, non credo abbia molte differenze con il Festival Beat. Queste manifestazioni vogliono promuovere lo spirito musicale e sociale degli anni Sessanta, riportandolo ai giorni nostri con aggiornamenti e spunti di attualità. Primavera Beat è nata sei anni fa e subito ha collaborato con le altre realtà di questo settore musicale: la collaborazione è importante per far crescere il festival stesso e il cosiddetto “movimento”.

Parlaci dell’edizione che ci sarà a marzo 2012: è già definitiva la scaletta delle band? Dove si svolgerà e chi suonerà?
Come dicevo in precedenza, Primavera Beat è nata per valorizzare luoghi e coinvolgere la città di Alessandria: con questi intenti il Festival nel 2012 si trasferisce nel centro della città, per coinvolgere ancora di più il territorio. Il festival si svolgerà il 16-17-18 marzo 2012 all’interno dell’Ex Caserma Valfrè, con importanti novità di crescita. Stiamo cercando di organizzare un festival che sia visibile in città e coinvolgere il tessuto proponendo eventi durante il giorno che siano da collante tra festival e Alessandria. Per quanto riguarda la scaletta delle band, stiamo completando il cartellone: dagli Stati Uniti arrivano The Woggles, band nata negli anni Novanta ad Atlanta che propone un raffinato garage-soul; saranno protagonisti anche i Rookies, formazione piacentina che renderà un omaggio agli olandesi Outsiders, con la presenza dello storico chitarrista della band Ronnie Splinter come ospite. E a proposito di anniversari, i milanesi Pretty Face ricorderanno il 50° anniversario dei Rolling Stones (1962-2012). Sarà sul palco anche la band dei Giuda, da Roma, tra le sorprese piu interessanti del panorama rock’n’roll italiano dell’ultimo periodo. A completare il cartellone dj nazionali e internazionali… e probabilmente ancora una band straniera da annunciare.

Che tipo di macchina organizzativa e sforzo comporta l’organizzazione di un evento simile? In breve: quanta gente ci lavora e come viene gestito il tutto? E soprattutto… chi ve lo fa fare? (Scherzo)
Primavera Beat ha una macchina organizzativa di quattro persone e molti volontari in fase di promozione e di realizzazione. Il tutto parte praticamente il giorno dopo di ogni edizione del Festival, creando e progettando l’evento dell’anno successivo, pensando alle band, alla location, alla promozione, agli sponsor… perchè lo facciamo? Per cercare di tenere vivo lo spirito musicale e sociale degli anni Sessanta e per tenere viva l’aggregazione con lo strumento del concerto ad Alessandria.

So che esiste un disco legato a Primavera Beat: di cosa si tratta e dove lo si può trovare?
Primavera Beat – il disco è stato presentato nell’edizione del 2011 e contiene le band che hanno partecipato alle prime quattro rassegne; è uscito in vinile, in 500 copie, e si puo richiedere all’organizzazione del Festival. Il disco è stato stampato per promuovere il festival e fra pochi giorni partirà una promozione sul web.

Collegandomi a quanto detto un po’ più sopra: vedo che è stata annunciata anche la partecipazione dei Giuda… ma i Giuda sono beat/garage? Io adoro i Giuda, però ti faccio questa domanda perché negli ultimi mesi ho visto più di una frecciata indirizzata ad alcuni festival sixties/beat/garage che venivano tacciati di chiamare band che con questi generi non hanno nulla a che vedere…
Primavera Beat vuole essere un festival che propone band che abbiano lo spirito rock’n’roll; naturalmente tutto quello che è fedele anni Sessanta è quello che ne deriva. I Giuda, in questo senso, rappresentano un esempio proponendo un rock’n’roll anni Settanta che è ancora in odore Sixties e un anticipo di quello che sarebbe accaduto negli anni successivi.

Alessandria nella prima metà degli anni Novanta è stata un centro pulsante per certa musica: al Subbuglio, al Guercio e al Palomar di Valenza sono passate band pazzesche, roba da infarto solo a ripensarci; mentre da qualche anno tutto è semplicemente morto, kaputt… l’esperimento di Primavera Beat come sta funzionando in un panorama che pare essersi disabituato a certa musica dal vivo?
Ad Alessandria c’è stato un decennio, che possiamo definire tra il 1985 e il 1995, molto importante per la città e per tutto il nord Italia. La città era molto attiva con almeno tre luoghi che proponevano concerti, band in attività ed altre forme di espressione artistica. Quel periodo per me è stato molto formativo e credo che per motivi storici sia irripetibile; Primavera Beat è figlia di quel momento, perchè l’esperienza maturata in quella decade è stata importantissima, e spero che la manifestazione possa in qualche modo riportare quel periodo collaborando con le realtà locali esistenti.

Come definiresti la scena sixties/garage/beat italiana in questo momento storico?
Preferirei non rispondere… non seguo più, sono rimasto agli anni Novanta.

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8 commenti

  1. Colucciooooooooooooooo !!!!

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  2. de coccio

     /  gennaio 17, 2012

    VIVA IL BEAT !
    ABBASSO I MATUSA !

    Rispondi
  3. Alessia Bologna

     /  gennaio 29, 2012

    sono stata un paio di volta a Primavera Beat e parecchie al Festival Beat
    Certo che dichiarare che non ci sono grosse differenze ci vuole un bel coraggio

    Rispondi
  4. derrick sticks

     /  febbraio 3, 2012

    quoto Alessia….in effetti il paragone mi sembra azzardato basta vedere gli ospiti il numero di edizioni….piss and love!

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  5. Alessia Bologna

     /  febbraio 14, 2012

    Ho visto il programma del fest beat e rileggere le dichiarazioni sopra mi fa sorridere sempre più

    forse un pò di consapevolezza e misura sarebbero necessarie soprattutto quando le cose sono cosi evidenti

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  6. Premetto che non mi importa un cazzo fare polemiche e che, anzi, sono in ottimi rapporti di amicizia ventennale sia con chi organizza il Festival Beat che Primavera Beat. Mi pare però che Alessia e Derrick non abbiano letto con attenzione o abbiano interpretato male le parole di Coluccio. Lui dice che le due manifestazioni hanno in comune lo ***spirito***.
    Cito: “Primavera Beat, dal punto di vista organizzativo e di intenti, non credo abbia molte differenze con il Festival Beat. Queste manifestazioni vogliono promuovere lo spirito musicale e sociale degli anni Sessanta”.
    Non ha detto che sono uguali… parla di intenti. poi ovviamente il Festival Beat è più in grande, ha più tradizione, ha più budget, è organizzato veramente da paura e tutte le cose bellissime che sappiamo. Ma non è corretto sparare merda come state facendo voi, mi pare… perché semplicemente voi partite da un assunto che non è vero. Nessuno ha mai detto che i due festival sono uguali.
    Detto questo: sticazzi imepriali, buona lì.
    Rilevo solo come sia sempre uno sport nazionale sputare su quello che fanno gli altri e bacchettare per il gusto di farlo.

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  7. Alessia Bologna

     /  febbraio 14, 2012

    neppure io voglio far polemica
    ma intenti è una cosa e organizzazione altra
    poi a me non interessa perkè mi diverto sempre
    da dichiarazioni si lascia trasparire che unica differenza è la tradizione e gli anni in più del fest beat
    mentre invece si percepisce quando ci si va, che c’è un abisso su tantissime cose
    io non voglio sputare nulla su nessuno anzi benvengano manifestazioni con la musica che mi piace
    ho solo espresso mio parere su una mancanza di equilibrio che si percepisce in quest’intervista
    tutto qui
    io non conosco personalmente nessuno ne da una parte ne da altra
    non mi interessa parteggiare per nessuno
    voglio solo divertirmi, ma anche non leggere sparate
    Saluti
    Alessia

    Rispondi
  8. e allora buon divertimento

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