Sweet home Darkwhere

Intellectuals – In The Middle Of Darkwhere (Jeetkune, 2011)

Ci è voluto tanto per vedere questo cd materializzarsi nella mia buca delle lettere. Se fossimo nel giornalino parrocchiale scriverei “…ma ne è valsa la pena”, enfatizzando il piacere dell’attesa, ma siccome qui di parrocchie non ne vedo, eviterò. E poi a me aspettare non piace, anche se sono diventato campione olimpionico di questo sport.
Con tutto questo, diciamo subito la cosa più importante: In The Middle Of Darkwhere (titolo veramente figo) è un discone.

Se gli Intellectuals fino allo scorso Triple mostravano la volontà di sbizzarrirsi con idee e soluzioni che trascendessero il lo-fi punk bluesato e solforico che da sempre li contraddistingueva, ora hanno decisamente mollato gli ormeggi, salpando in esplorazione verso la terra di Darkwhere. Ne sono tornati meno selvaggi e infinitamente più selvatici; arricchiti, cambiati e plasmati da questo viaggio conradiano verso la jungla di Kurtz.
Che l’aria sia diversa è evidente fin dalle note di copertina, che indicano una formazione a quattro (gli inossidabili Guitarboy e Drumgirl, la già nota Tina alle tastiere e la new entry Samir al basso)… il duo è raddoppiato e ora sono tutti cazzi nostri.

Selvatici, dicevo. Sì, perché ora gli Intellectuals hanno meno istinto brutale, ma più consapevolezza misantropa. Come degli autistici genialoidi che mandano a fare in culo il mondo, decidono di iniettare più rumore e più sperimentazione nelle loro sfuriate. E’ così che suonano come un veleno a base di Monks, Honeymoon Killers, compilation Back From The Grave, primi Sonic Youth, psychobilly e Alan Vega solista.
Il virus della bassa fedeltà è sempre in circolo – e il disco è stato registrato palesemente secondo i dettami più puri e arrapanti del verbo, con quattro pezzi addirittura incisi con un quattro tracce a cassette casalingo – ma potenziato e sporcato, imbastardito e meticciato. Per qualcuno le sonorità buie, claustrofobiche e ossessive di certi brani potrebbero risultare anche difficilmente sopportabili, ma come dire… non sono questi “qualcuno” a cui la musica degli Intellectuals si rivolge. Anzi, meglio perderli che trovarli, i “qualcuno” di cui si diceva.

Facciamoci un biglietto per Darkwhere, sola andata. E fanculo tutto.

PS: il disco è uscito su cd, su vinile (esiste anche una stampa limitatissima in vinile rosso… buona fortuna) e cassetta (ultralimitata a 39 esemplari… buona fortuna reprise)

http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F16384935 The Intellectuals – A Cheap Religion by smfsp

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2 commenti

  1. giacomo

     /  ottobre 22, 2011

    disco bellissimo davvero

    ps: il mio vinile è nero 😦

    Rispondi
  1. Garage Gewalt | Black Milk Magazine

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