Salutami Eddie

Eddie & The Hot Rods + The Crooks, live @ Lo-Fi, Milano 30/09/2011

“E’ lui Eddie…” mi dice un conoscente agghindato in puro stile oi, vedendo arrivare Barrie Masters – che tra l’altro ha un braccio ingessato. Ok, iniziamo bene (e chi non capisce perché, non si preoccupi: è tutto bellissimo, oggi c’è il sole ed è sabato).

La faccenda diviene più easy e piacevole quando vengo invitato a cena con la band; mi intrattengo per un’oretta scarsa nella trattoria Il Buongustaio insieme ai sei inglesi e al road manager per una notte Basetta. Si chiacchiera, si beve vinaccio e si assiste ai siparietti delle signore della cucina, che parlano disinvoltamente in italiano con gli inglesi – che non capiscono un cazzo, ma stanno al gioco – ma si lanciano anche in canti e balletti (le signore, sempre). Su tutto spicca una rendition di “O sole mio” cantata da una delle tipe, con Barrie a farle da controcanto – ma con la versione della canzone utilizzata in UK come pubblicità del Cornetto Algida. Pura poesia pub rock.

Al rientro il Lo-Fi è abbastanza affollato ed è quasi subito il turno degli italiani Crooks, che calcano i palchi da diversi anni e hanno indubbiamente un buon mestiere. Il loro è un punk rock tirato e duro, non personalissimo né particolarmente geniale, ma – ripeto – ci sanno fare, tengono la scena con una certa autorevolezza e scivolano via lisci, senza esaltare né stancare.

Verso mezzanotte e mezza Eddie & The Hot Rods imbracciano gli strumenti e danno inizio alle danze. Nonostante l’età (Masters sembra la versione mummificata di sé 35 anni orsono) hanno ancora tiro e soprattutto voglia di suonare e divertirsi. I membri originali sono solo due, ma le movenze sono da rockstar consunte, abituate ai palchi più prestigiosi e a quelli più infami… loro ne hanno viste tante e non hanno problemi: vanno per la loro strada, hanno uno show da portare avanti. La musica è sempre quella, pub rock-rock’n’roll d’essai, anche se leggermente virato in salsa hard rock rispetto alla versione della band di 30-35 anni fa. Niente di grave, né snaturante, ma si percepisce piuttosto chiaramente.

Le ragazze nelle prime file ballano, parte qualche coro singalong, le facce sono sorridenti e in un batter d’occhio la scaletta è andata. La band abbandona il palco dopo una “Gloria” versione quasi speed metal, ma torna immediatamente, chiamata a gran voce. Il tempo di un rapido bis con “Born To Be Wild” (che fa scatenare l’unico pogo della serata… sic) e “la musica è finita, gli amici se ne vanno”, come diceva la Vanoni.

Non sarà stato il concerto della vita, ma è stato un buon concerto: Eddie & The Hot Rods hanno ancora dignità e questa è una constatazione piacevole. E poi vuoi mettere – se mai arriverà il momento – poter dire a mio figlio “Sì questi li ho visti dal vivo”, allungandogli la mia copia frusta e distrutta di Teenage Depression?

[Tutte le foto © Fabrizia Perin]


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2 commenti

  1. corrado

     /  ottobre 1, 2011

    quali sono le notti del Basetta???
    era preoccupato della salute dei membri della band. non ha fatto altro che portargli birre e vodka redbull tutto il tempo.
    ma quanto bevono!

    lo-fi

    Rispondi
  2. fasterNlouder

     /  ottobre 4, 2011

    Bevono tanto, sono inglesi e non gli piace la Becks!

    Rispondi

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