The Wild Brunch #9

Caldo, orrore, terrore, sobrietà autoimposta. Vi piace l’estate? Anzi, scusate, non sono domande da fare.

E allora forza con ‘sto brunch selvatico e selvaggio. Che sarebbe, poi,  la rubrica in cui si parla della maggior parte del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi di un certo spessore o a band che ci colpiscono veramente in modo particolare (ovviamente tutto a insindacabile giudizio del Comitato Centrale).
C’è un sistema di valutazione dei dischi, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco, bel gruppo, in bocca al lupo”). E 1/2 è il mezzo punto, per chiarezza.
Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.

Pronti, via.

KLLBlack Covers White (lost Sound/Alkemist fanatix, 2011, cd)
Thrash metal-groove metal made in Trentino, dove evidentemente non si dedicano con successo solo alla coltivazione delle mele. Ben prodotto e suonato, il debutto dei KLL è sicuramente onesto e farà la felicità dei thrasher più accaniti e attenti alle novità tricolori. L’unico problema è che lo schema Pantera-Machine Head impregna profondamente (troppo) tutto il disco, fino a renderlo una sorta di esercizio di stile. Bravi, ma attendiamo progressi a livello di personalità.
[Voto: 2+1/2 – Consigliato a: malati di thrash, figli del jeans elasticizzato e delle Nike alte]

MantraxChe pizza! (autoprodotto, 2010, cd)
I Mantrax sono un prolasso anale sonoro. Laddove finisce la musica concepita come da protocollo rock e deriva alternativa, ebbene là cominciano i Mantrax. L’idea di base della triade meneghina del male è quella di rendere musicalmente esprimibile il flusso perpetuo del tempo, quindi siccome panta rei, Eraclito docet, la band emorroidaria non riuscirà mai a suonare un riff allo stesso modo di un secondo prima. Limitazione o possibilità infinite si celano dietro questo tarlo concettuale degno del peggior E.A. Poe? Incapacità tecnica effettiva o simulata? Il demo Che pizza (ma certe volte ascoltando il deflagrare sonico verrebbe quasi da rinforzare il trancio di pizza con due belle olive giganti da orchite fulminante) si innesta su flussi noise chitarristici vagamente affini ai Velvet di “What Goes On” e una batteria che caracolla, barcolla ma non molla. In un eterno inseguimento delle partiture dei due psiconauti alle sei corde che si intrecciano fino a sovrapporsi rasentando il feedback. (Recensione di Hugo Bandannas)
[Voto: 1/2 – Consigliato a: cultori delle patologie anali, il Syd Barrett che giace da qualche parte in voi]

MeanwhileDaylight (autoprodotto, 2011, cd)
Questa band di Faenza ha 15 anni di esperienza e di fatica sul groppone – e si sente, nonostante le sonorità leggere, melodiche, solari e zuccherine. I Meanwhile, infatti, dopo 15 anni di sbattimento, hanno comunque ancora la forza e la voglia di proporre un sound di frontiera che definirei emo-rock, nell’accezione anni Novanta (e farò di più: vi dico Split Lip e soprattutto Chamberlain, ma con un po’ più di ottimismo iniettato). Questo disco sa di estate, di spiaggia, di vacanze senza troppi pensieri e di ghiaccioli all’arancio. Roba non particolarmente originale e che deve piacere, per carità, ma ben fatta e prodotta. Tanto che il suono è davvero ammeregano al 100% e non sarebbe facile intuire la loro provenienza senza poter leggere il libretto del cd. In tutto questo affiorano qua e là momenti più punk rock/emo core, ma in generale a prevalere è il lato rock mainstream (nella sua accezione più positiva). Semplici e piuttosto commerciali, ma onesti e godibili. Bravi.
[Voto: 3 – Consigliato a: emo rocker dello scorso millennio, spiaggianti con lieve tendenza punk, melomani filoamericani]

Violet SheepTortured Soul (Reality Entertainment/Alkemist Fanatix, 2011)
Una buona band di grunge/stoner dal Trentino che, forte di una buona produzione e riff fedeli allo spirito dei Novanta più torridi, sforna un dischetto che abbinato al caldo infernale può risultare non dico letale, ma quasi. E nel senso buono. Se avete amato Melvins e i Sonic Youth più commestibili (quelli di 100%, magari), cercate questo cd: lo troverete quantomeno sfizioso.
[Voto: 3 – Consigliato a: nostalgici del grunge più pesante, stoner di provincia, rockettari di ampie vedute]


Daylight
http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=106741094,t=1,mt=video
Meanwhile | Myspace Music Videos

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