The night of the Living Daylights

The Living Daylights – What Keeps You Breathing (No Reason, 2011)

Emo core caldo e melodico – di ceppo indubbiamente West Coast – con venature di pop punk raffinato; questi inglesi ricordano un bel beverone multivitaminico di primissimi Jawbreaker, Pegboy, Naked Raygun, Face To Face e – perché no – Green Day. Il tutto in salsa lievemente più pop e pulita, sicuramente meno hardcore e punk.

I The Living Daylights conoscono a menadito tutti i trucchi del mestiere e costruiscono un dischetto ineccepibile, molto “di genere” e aderente agli schemi, ma inattaccabile.
Ottime melodie, bella coesione, suoni cristallini ma non finti, tempi mediamente sostenuti con qualche puntatina leggermente più intimista (ma mai lagnosa).

Lo scontatissimo commento è che se fossero americani e ci trovassimo nel 1993-94, avrebbero tutte le carte in regola per diventare una band fondamentale per il genere; ma, come al solito, la realtà è diversa, quindi dobbiamo accontentarci – e loro per primi – di un bel disco, fatto con passione e talento,  ma purtroppo battuto sul tempo dai mostri sacri già tempo fa. E per questo genere vuol dire molto, visto che i concetti basilari sono già stati ampiamente affermati, quindi è estremamente arduo o addirittura impossibile dire/fare qualcosa che non sappia di déjà vu.
Eppure questi ragazzi inglesi, ripeto, hanno il loro perché, e ve ne accorgerete se amate o avete amato queste sonorità.

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