The Wild Brunch #5

The Wild Brunch #5 (maggio-giugno 2011)

E vai col Wild Brunch, quinto capitolo; nasceva come rubrica di segnalazioni veloci (per coprire il materiale che arriva in redazione e che per motivi vari non c’è tempo o possibilità di recensire approfonditamente), ma si sta trasformando in una collezione di recensioni un po’ più articolate rispetto alle semplici toccata e fuga.
Anzi, probabilmente in futuro il grosso delle recensioni sarà convogliato in quest’area, riservando le singole a casi di un certo spessore.
Detto questo, beccatevi i fantastici quattro del momento. E non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa.

Bi-Polar SlutsOut 4 Dinner (Black Fading, 2011, cd)
Un buon album di hard rock perennemente in bilico tra suggestioni stile AC/DC anni Ottanta-Novanta e inni cotonati glam metal. Ben suonato, ben prodotto, con un bel po’ di riff e ritornelli che ti rimangono in testa… molto americano anche, tanto che non si direbbe che siamo di fronte a una band italianissima. Certo, poi in ultima analisi un disco così lascerà il tempo che trova, almeno qui nella terra del Pdl, di Ruby Rubacuori e dei fascisti riciclati al governo. Diciamo che se fossimo nel 1985-86 consiglierei a questi Bi-Polar Sluts di fare un bel biglietto di sola andata per L.A. e di provare a cercar fortuna là. Invece siamo nel 2011 e non so cosa dir loro… se non ok, ben fatto, divertitevi ma non fatevi illusioni. Un appunto, poi, non posso risparmiarlo proprio… fa veramente sborone ed è ridicolo citare la collaborazione di musicisti che hanno suonato con Mina, Michael Jackson, Quincy Jones, Paolo Conte, Renga, Delta V e Capossela… ma davvero davvero davvero. Insomma, fate hard rock sanguigno: i vostri fan in media ci vomitano sopra a quella gente. Ecco.
[Voto: 1+1/2 – Consigliato a: hard rocker di provincia, nostalgici del Sunset Strip underground]

Dynabyte2KX (Dreamcell 11/Wormholedeath, 2011, cd)
Mezzo voto di incoraggiamento, se non altro per onorare il lavoro fatto. Questi Dynabyte sono il Bignami della metallata wannabe electro/techno/industrial/commerciale. Due palle agghiaccianti, a meno che non amiate riff da thrash e nu metal di seconda categoria, con batteria elettronica, inserti quasi dance e voce femminile ora miagolante, ora un po’ incazzosa. Il mondo non aveva bisogno di tutto ciò, è chiaro. Ora mi stappo una Moretti rossa e cerco di dimenticare. Scusate. (Ps: alla voce c’è Cadaveria, spacciata per star carismatica della scena metal mondiale… sarà, ma io la ricordo un 18-19 anni orsono, in un pub del Vercellese, che cantava in una band all’esordio, di spalla ai Sadist… era una ragazzina pallida e impacciata e per me è ancora quella roba lì).
[Voto: 1/2 – Consigliato a: ditemelo voi, che sapete]

Greves/t (Indie Box, 2011, cd)
Il comunicato stampa cita l’araba fenice, in quanto i Greve – proprio come il suddetto mitologico uccello – sarebbero rinati dalle ceneri di tali Virginia Madison. Ah, ok. Ehm. Doh. Homer Simpson mi possiede e non colgo nessun appeal in questo dato storico; ma ancor meno ne colgo nel post grunge di questo cd. Cioè proprio niente. Roba livida e rumorosa, con il solito cantato in italiano da latte alle ginocchia e una sensazione perenne tipo: “Già i Verdena mi fanno un po’ venire il mal di mare, ora anche i loro demo mi tocca sentire?”. Alt-grunge del Belpaese in tutta la sua (aurea) medietà.
[Voto: 1/2 – Consigliato a: grungettari con l’horror vacui, italiofili senza limiti, cugini e parenti]

My DistanceStanding Against The Odds (Indelerium/Alkemist Fanatix, 2011, cd)
Ammazza. Un bel dischetto di hc new school con forti venature metalliche e voce super screamo. Aquilani e incazzati, i My Distance portano a compimento la loro missione in maniera soddisfacente, pur non avendo particolari doti a livello di originalità o personalità. Questo però è un disco onesto, che mena duro, ben suonato e ben prodotto, veloce e soffocante, con pochi attimi di tregua. Uno di quelli che magari non lasciano il segno, ma sentendolo almeno un paio di volte ti esalti per uno stacco o un’accelerazione e pensi: “Spaco botilia, mazzo familia!”. Bravi.
[Voto: 2 – Consigliato a: hc metalloidi incazzati, aquilani inferociti, tough guys]

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2 commenti

  1. dario80

     /  maggio 16, 2011

    la band all’esordio di spalla ai Sadist in cui cantava Cadaveria dovrebbero essere gli Opera IX

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  2. bravissimo proprio loro

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