Two Bit or not Two Bit

Two Bit Dezperados – s/t (Jeetkune, 2010)

E’ di qualche mese fa il secondo lavoro sulla lunga distanza di questi fenomenali Two Bit Dezperados, un quartetto che non ho ancora ben capito dove è di stanza (presumo in Italia), visto che tutti scrivono cose tipo “uniscono Sardegna, Brasile e Portogallo”, ma dove cazzo abitino ‘sti ragazzi non è dato saperlo.

Geografia a parte, questa band è da orgasmo psicosomatico se – come la natura esigerebbe – amate Sixties garage, blues, punk, folk, psichedelia e country, che vengono semplicemente mescolati assieme a colpi di cucchiaio, lasciando pezzettoni ben grossi e croccanti.

Praticamente lo scontato paragone coi Detroit Cobras è molto calzante, sia per il cocktail sonoro, sia per la presenza di una notevolissima voce femminile; ma le sfumature sono piuttosto differenti e hanno umori cangianti: più malinconici, molto roots/Americana, con piccoli tocchi di pop raffinato. Qui si muove il culo, si sbatte la testolina, ma ci si dondola anche con quella che potrebbe essere la colonna sonora di un documentario sui cowboy della Barbagia.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è che molte altre recensioni che ho letto parlano di tropicalismo, Os Mutantes e influenze sudamericane. Come dire… io – a parte alcuni brani cantati in portoghese (ma solo cantati) – non è che abbia rilevato tutto questo tropicalismo. Anzi, c’è molto ottimo garage, ma da qui a mettere sul piatto il beat brasiliano mi pare corra una certa differenza. E, se posso permettermi un giudizio tagliente, è davvero meglio così, perché i Two Bit Dezperados vanno bene proprio così come sono.

Un altro bel colpetto per la Jeetkune. E per chi di voi sarà così furbo da investire pochi euro in questo cd.

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4 commenti

  1. Denis

     /  febbraio 27, 2011

    fantastici.

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  2. Andy Roid

     /  febbraio 28, 2011

    La band e’ per 3/4 sarda, ma la cantante è di origine brasiliane e vive a Lisbona….ecco perchè “uniscono Sardegna, Brasile e Portogallo”! 🙂

    Rispondi
  3. SDH

     /  marzo 10, 2011

    questa è stata la nostra recensione:
    Bel cerchietto argentato di garage- beat con molto blues ed aperture di folk rock italico, ideale per i piovosi pomeriggi. Riff semplici, classici, ben assemblati, suonati con naturalezza e passione da un duo sardo-portoghese (Tommaso ed Angela) più membri dei garagers sardi The Rippers, con la voce principale affidata a Sandra (beat-girl brasiliana): il cantato é in inglese, con due brani in portoghese e uno di sapore beat in italiano (Ballare e suonare con te fra i pezzi più accattivanti proposti, ottimo per un garage party). Le coordinate sono quelle di certi Detroit Cobras disintossicati: siamo su un versante e mood garage non solo per la voce, ma per il suono in generale.
    Fra i brani (11) emergono Mexi com ela pezzo introdotto dal farfisa, dal ritmo che deraglia nella psichedelica coda. Anne, it’s gonna rain apre al folk. Eu prefiro è di nuovo ‘wild party’. I won’stay è un cavernoso garage psyco- blues. Get lost è trascinante, paludoso punk blues.
    Lucifer marche chiude il disco con un sensuale blues.

    Sdh

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